ANNO 16 n° 273
Provincia, una sala intitolata ai giudici Falcone e Borsellino
Approvata all'unanimitą
29/09/2011 - 19:03

VITERBO - Intitolazione della sala delle riunioni delle commissioni consiliari della Provincia ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime di attentati di mafia nel 1992.

La decisione è stata votata all’unanimità ieri mattina durante il consiglio provinciale su proposta del capogruppo Pdl a Palazzo Gentili Gianluca Mantuano.

Sebbene la richiesta di Mantuano sia stata accetta dall’intero consiglio, Raffaele Saladino Capogruppo Italia dei Valori ha chiesto spiegazioni sulla proposta avvenuta a pochi giorni dalla ‘’salvezza’’ di Saverio Romano, il ministro delle politiche agricole accusato di associazione esterna di stampo mafioso, avvenuta grazie ai voti della maggioranza.

Alla domanda il capogruppo del Pdl ha parlato chiaro: ‘’per quanto mi riguarda la decisione presa a livello nazionale non corrisponde al mio punto di vista’’.

Punto di vista, quello di Saladino, espresso chiaramente dal leader nazionale Idv Antonio Di Pietro che si è detto sconvolto dalla capacità della Lega e del Pdl di coniugare la lotta contro la mafia con il fatto di voler tenere nel governo un ministro che è sotto inchiesta per i rapporti con la mafia'.

A breve, quindi, a Palazzo Gentili ci sarà una sala dedicata ai due giudici, Falcone e Borsellino. Due nomi inscindibili legati da una missione comune: liberare la società civile dall'oppressione della mafia.

Cresciuti a contatto con la realtà della Sicilia, i due, capendo il linguaggio dei mafiosi e dei malavitosi, riuscirono, fin da subito, a guadagnarsi la fiducia dei pentiti con cui andavano a colloquio.

Alla fine degli anni ’80 i due riescono a mettere in piedi il cosiddetto ‘’maxiprocesso’’, durante il quale finiscono sul banco degli imputati quasi 500 mafiosi. Ed è proprio il maxiprocesso a determinare la loro sorte, quando, a pochi mesi l’uno dall’altro vengono uccisi da due attentati. Il 23 maggio del 1992 la macchina di Giovanni Falcone viene fatta esplodere sull'autostrada che collega Palermo e Trapani. Nell’attentato muoiono anche la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta. Il 19 luglio dello stesso anno un'autobomba esplode sotto casa di sua madre. Il magistrato muore con tutti gli uomini della scorta. Due vite spezzate ma mai dimenticate. Tanto da essere celebrate in un famoso cartellone che recita: ‘’non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe’’.






Facebook Twitter Rss