

VITERBO – Nessuno ha vinto e tutti hanno vinto. Il consiglio provinciale, che esce dal voto di domenica scorsa, è diviso esattamente a metà tra centrodestra e centrosinistra: 6 consiglieri a testa, mentre alla presidenza resta saldo Pietro Nocchi del Pd (domenica si votava solo per il consiglio). Un risultato a sorpresa rispetto alle aspettative della vigilia che davano in vantaggio il centrodestra, forte delle ultime consultazioni amministrative di giugno. Ma si sa: qui si applica il meccanismo del voto ponderato con Viterbo a fare la parte da leone e a scegliere sostanzialmente la metà dei 12 consiglieri.
Tra i voti che ''pesano'' non è sfuggito quello del consigliere comunale M5S, Massimo Erbetti. Era l’11 novembre scorso quando Erbetti, in un’intervista di Viterbonews24, dichiarava che ''Alle elezioni provinciali nessuna alleanza con la sinistra'' e poi, riferendosi all’incontro di qualche giorno prima da Schenardi con rappresentanti di sinistra e forze civiche, aveva detto ''il trappolone se lo potevano risparmiare, ma non è un problema''. Del resto a livello nazionale la posizione del Movimento 5 Stelle è nota da tempo: i pentastellati si sono detti da sempre contrari alla legge Del Rio e alle votazioni provinciali che per come si svolgono ora dove i consiglieri provinciali sono autoproclamati dai consiglieri comunali e dai sindaci di tutti i comuni della provincia. Nell’arco di un mese però le posizioni – quella di Erbetti e, pare, di un paio di consiglieri comunali della Tuscia – sono cambiate e domenica non è sfuggito all’occhio attento la presenza del capogruppo M5S di Palazzo dei Priori in Provincia. Facile ipotizzare dove si sia indirizzato il voto di Erbetti: verso il suo compagno di banco e di battaglie in consiglio comunale, il civico Giacomo Barelli. Barelli, candidato nella lista di Tuscia Democratica, non riesce comunque a conquistare lo scranno da consigliere provinciale.
Tra gli esclusi ''eccellenti'' dal consiglio provinciale, sul fronte del centrodestra, Ombretta Perlorca della Lega.