ANNO 16 n° 274
Province - ''Fusione'' a freddo tra Viterbo e Rieti
Incontro tra i presidenti Meroi e Melilli a Palazzo Dosi
07/11/2012 - 16:28

VITERBO - ‘’Prendiamo atti dell’entrata in vigore della normativa che accorpa le Province di Rieti e Viterbo e cominciamo a collaborare in maniera congiunta su temi di interesse comune’’. Questo in sostanza il pensiero unanime dei presidenti delle Province di Viterbo e Rieti, Marcello Meroi e Fabio Melilli, dopo l’incontro che si è svolto questa mattina nel capoluogo Sabino a Palazzo Dosi per discutere degli effetti del decreto di riordino delle Province varato dal Governo Monti, che accorpa i due territori.

Tra i principali temi affrontati dai due presidenti ci sono innanzitutto la gestione dei servizi territoriali e del personale.

‘’In riferimento al mantenimento degli attuali livelli occupazionali,- ha spiegato il Meroi - a una prima analisi per il personale di ruolo non crediamo ci saranno sconvolgimenti. Maggiori perplessità restano sul personale precario, che fino ad oggi i nostri due Enti hanno gestito con procedure diverse. Ci auguriamo che ci sia collaborazione per un nuovo progetto di sviluppo dei territori, altrimenti avremo la dimostrazione del fatto che sarebbe stato meglio rivedere le Regioni e non le Province”.

“Se il Parlamento non si riapproprierà della funzione legislativa – aggiunge il presidente – e se il Governo ricorrerà di nuovo alla fiducia, i presidenti delle Province italiane governeranno da soli con decreti presidenziali su materie vastissime. Diventerà difficile erogare i servizi, a dimostrazione dell’esclusiva funzione demagogica e populistica di una norma pessima che devasta i territori. Chiederemo, - conclude- anche in sede Upi (Unione province italiane), al Parlamento di intervenire per porre rimedio all’abolizione delle giunte e ad altri aspetti del decreto che rasentano l’assurdo’’.

“Non condividiamo assolutamente decreto legge emanato dal Governo – dichiara il presidente Melilli - e siamo convinti che questo riordino non porterà a risparmi per il Paese, tant’è vero che il Governo non è riuscito a quantificarli. L’unica cosa certa è che si avvia una stagione di grande confusione all’interno della quale l’operazione di accorpamento tra Rieti e Viterbo, come ha ammesso lo stesso ministro Patroni Griffi, sarà più critica rispetto alle altre situazioni che si verranno a creare nel resto d'Italia. Detto questo, - aggiunge - se nelle prossime settimane lo scenario non dovesse cambiare il nostro obiettivo sarà quello di fare in modo che il processo di accorpamento crei i minori disagi possibili ai territori. Sarà necessario creare le condizioni - conclude Melilli – per non abbattere il livello dei servizi offerti ai cittadini e alle imprese”.

Domani, 8 novembre, tutti i presidenti delle Province italiane si incontreranno a Roma in un’assemblea convocata dall’Upi per discutere del decreto e per chiedere al Parlamento di fare scelte migliorative del provvedimento che non penalizzino i territori. Giovedì prossimo (15 novembre), invece, Meroi e Melilli si incontreranno  a Viterbo, insieme ad un gruppo di dirigenti viterbesi e reatini per iniziare ad analizzare nel concreto la situazione del personale dei settori dei due Enti, gettando le basi di quello che sarà il modello della nuova Provincia unificata.

 






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