ANNO 16 n° 273
Province - A giugno arriva commissariamento
In tutto saranno 36 gli enti che saranno tagliati in Italia; Viterbo unita a Rieti
22/10/2012 - 09:58

VITERBO - Dalla fine di giugno del 2013 tutte le Province, anche quelle che non si vedranno toccare i confini, saranno guidate da un commissario. E' questa la grande novità del decreto legge che prevede il taglio delle Province, che sarà all'esame del primo Consiglio dei ministri di novembre.

L'accorpamento riguarderà anche il Viterbese, che si vedrà unito alla provincia di Rieti, con la presenza del commissario che dovrà curare la transizione verso il nuovo regime. Le Province che hanno meno di 350 mila abitanti o un'estensione inferiore ai 2.500 chilometri quadrati, infatti, dovranno essere accorpate con quelle vicine. Nel Lazio, perciò, sorgeranno le province e di Viterbo-Rieti e Latina-Frosinone, a cui si andrà ad aggiungere Roma città metropolitana.

In tutta Italia le Province scenderanno da 86 a 50, comprese le dieci Città metropolitane. Quelle tagliate saranno trentasei, alle quali bisogna aggiungere un'altra decina di cancellazioni nelle Regioni a statuto speciale, che però hanno sei mesi di tempo per adeguarsi e decideranno loro come farlo.

Il presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi, si è sempre mostrato contrario alla decisione del Governo: ''Sul progetto di riordino delle province regna una confusione sconcertante – ha spiegato Meroi –, il Governo dei professori ha partorito negli ultimi mesi una serie di proposte, tutte viziate da evidenti profili di incostituzionalità e addirittura in contrasto fra loro. Sta di fatto che il Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio, proprio in virtù di questi aspetti, ha rinunciato legittimamente a presentare la propria proposta di riordino''.

''Entro il 10 novembre - ha proseguito - la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi in merito al ricorso di incostituzionalità presentato dalla Regione Lazio contro il decreto del Governo Monti. Se il Governo dovesse decidere di sciogliere le amministrazioni provinciali in carica prima della scadenza naturale, per una questione di dignità non attenderò un giorno di più per rassegnare le mie dimissioni''.






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