ANNO 16 n° 274
Prove di portata: nel cuore della 3 giorni
Iniziate nell'ex chiesa Pace si concluderanno domani. Facchini e aspiranti...sotto
21/06/2019 - 15:09

di Massimiliano Vismara

VITERBO - I tre giorni “più lunghi” per i facchini di Santa Rosa sono cominciati ieri con la prima sessione di prove di portata, ieri pomeriggio infatti, nella piccola chiesa della pace (sede del sodalizio dei facchini di Santa Rosa) quello che ormai è divenuto un evento pubblico si è ripetuto, i cavalieri di Rosa si sono esibiti nel primo ''sollevate e fermi'' del percorso che porterà la macchina a sfilare per le vie della citta la sera del 3 settembre, protagonista della prova la tanto temuta dagli aspiranti facchini Cassetta da 150 kg verniciata con i colori del sodalizio, che sotto gli occhi attenti del capofacchino Sandro Rossi e del presidente del sodalizio Massimo Mecarini deve essere portata sulle spalle per i tre canonici giri all’ interno della chiesa.

Veterani e aspiranti

La prova di portata è nata anni fa con la costituzione del sodalizio, ed è la conditio sine qua non per prendere posto sotto la macchina di Santa rosa, sia per i veterani del trasporto che per i giovani che vogliono diventare facchini, la prova è costituita da tre giri di un percorso tracciato all’ interno della chiesa della pace (che equivalgono a circa 90 metri) portando sulle spalle la “cassetta” pesante ben 150 chili, negli anni questo rito e via via diventato un vero e proprio evento cittadino aperto al pubblico, che vede ogni anno decine di persone assiepate dietro la transenna assistere ed acclamare i facchini che fanno la prova.

Il noviziato dei giovani

Ovviamente i giovani che sono ammessi nel sodalizio non prendono subito posto sotto la macchina, ma dovranno seguire un noviziato che attraverso vari incarichi (come portare i cavalletti o le angoliere) li porterà ad indossare il Ciuffo, ed è proprio quest’ultimo che forse simboleggia meglio lo spirito del Facchino di Santa Rosa. Infatti il caratteristico copricapo di cuoio che i facchini portano per proteggere il collo durante il trasporto, passa di generazione in generazione di viterbesi, proprio come un’eredità di devozione, ed è il punto di arrivo nella “carriera “del facchino.

Un onore che si tramanda

Come ogni anno molti facchini arrivano alla fine della loro carriere, generalmente i tre giorni di prova sono anche il momento in cui gli uscenti annunciano ai compagni il loro ultimo “sollevate e fermi” tra questi i più fortunati hanno l’ orgoglio di avere un figlio che avendo superato la prova potrà continuare questa tradizione viterbese, Quest’ anno Marco Latilla dopo 33 “trasporti” ha lasciato il posto al figlio, un momento di vera commozione l’ annuncio del veterano durante le prove “ ho avuto la gioia e l’ onore di portare un anno la macchina di santa Rosa con mio figlio - ha dichiarato commosso il facchino – questo mi basta, largo ai giovani, ora tocca a voi”

Uno scroscio di applausi ha sancito il passaggio del testimone da una generazione all’altra.

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