


ACQUAPENDENTE – Il sindaco Ghinassi tira dritto e sul pronto soccorso di Acquapendente si prepara alla battaglia legale. Il primo cittadino è pronto a presentare ricorso al Tar. Un'azione che dovrebbe essere sostenuta anche dalla Comunità montana dell'Alta Tuscia e dai Comuni limitrofi. La battaglia di Ghinassi per il recupero della piena funzionalità del pronto soccorso e più in generale dell'ospedale di Acquapendente si gioca su tre tavoli: accanto al tribunale amministrativo, c'è l'interlocuzione con la Asl e il coinvolgimento della Regione Lazio.
Per quanto riguarda la Asl, ''c'è un'iniziativa di tipo amministrativo – ha fatto sapere il sindaco - con uno scambio di corrispondenza con la Asl di Viterbo, dalla quale finora non sono venute risposte soddisfacenti''.
C'è poi un'iniziativa nei confronti della Regione Lazio, ''a cui si chiede – ha spiegato il sindaco - un tavolo di lavoro che porti a una programmazione che dia maggiori certezze ed anche una comunicazione al Ministro Speranza, a cui si chiede di dare maggiore attenzione alle strutture sanitarie delle 'zone disagiate' per non discriminare i territori più marginali''.
Ghinassi ha specificato che ''si è cercata la maggiore condivisione possibile, chiedendo ed ottenendo il sostegno di tutti i gruppi consiliari del nostro municipio e di tutti i Comuni del territorio''', comuni che – a detta di Ghinassi - aderiranno al ricorso, ''a dimostrazione e conferma del fatto che quello dell'ospedale non è solo un problema degli aquesiani''.
Più ''drastico'' il coordinamento della Lega di Acquapendente: ''Non c’è più tempo da perdere: bisogna agire. Ed allora diciamo chiaramente al Sindaco di Acquapendente che c’è solo una strada da percorrere: una concreta denuncia alla Procura della Repubblica senza tanti proclami. Altre azioni sono solo parole pubblicitarie che non serviranno a nulla''.