ANNO 16 n° 274
Promette lavoro a Palazzo Chigi per 5mila euro, vigilessa arrestata
18/09/2012 - 11:55

VITERBO - Un uomo di quarant’anni, residente a Viterbo, è stato raggirato da una vigilessa del comando di polizia municipale del capoluogo, con la promessa di essere assunto come commesso a Palazzo Chigi, in cambio di denaro.

Una vera e propria truffa quella messa in atto da Barbara Fede, la quarantenne arrestata ieri (lunedì 17 settembre) dagli uomini del nucleo investigativo viterbese dei carabinieri, comandata dal Capitano Giovanni Martufi, mentre riscuoteva i soldi dalla sua vittima.

Da venerdì scorso i carabinieri attendevano il momento giusto per incastrare la donna che avrebbe approfittato della buona fede dell’uomo e della disperata situazione economica in cui versava, raggirandolo con la promessa del posto fisso e ben retribuito. Tutto è filato liscio fino a quando il quarantenne, dopo aver avuto qualche dubbio sulle intenzioni della donna, ha compreso di essere stato ingannato e si è recato al Comando provinciale di via de Lelli per sporgere querela.

Nella prima fase della truffa, la donna, dopo aver mostrato all’uomo il contratto di assunzione della presidenza del consiglio dei ministri, gli aveva chiesto l’elargizione della somma di cinquemila euro: mille di anticipo e i restanti a firma del contratto.

La vittima, entusiasmata dalla proposta di lavoro, ha consegnato i mille euro in attesa del secondo appuntamento, avvenuto ieri nei pressi del comando della polizia municipale, dove presta servizio la vigilessa. Qui i carabinieri, dopo aver atteso lo scambio della restante somma pattuita, sono entrati in azione e l'hanno arrestata.

Il contratto di lavoro presentato dalla vigilessa era dettagliato nei minimi particolati, recava perfino il timbro della presidenza del consiglio dei ministri. Per questo motivo, oltre al reato di truffa, la quarantenne, figlia dell’ex comandante dei vigili urbani Giulio, è accusata anche di falso ideologico. Dopo l’arresto la donna è stata processata per direttissima nel tribunale di Viterbo, dove il giudice Rita Cialoni ha confermato l’arresto e concesso gli arresti domiciliari, con il permesso di uscire due ore la mattina. Durante il processo la donna ha ammesso di aver architettato la truffa ai danni del quarantenne per motivi economici.

La vigilessa è assistita dall’avvocato Simona Bellezza mentre i legali della vittima sono Fiorenzo Buzzi e Andrea Trasarti. La prossima udienza è prevista per l’8 ottobre.

 






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