ANNO 16 n° 274
Progetto Lincei,
prossima l'apertura
del polo di Viterbo
07/10/2014 - 02:00

VITERBO - Oltre 8.800 insegnanti, 4.315 e 300 mila alunni coinvolti: sono i numeri del progetto realizzato negli ultimi tre anni dall'Accademia dei Lincei con il ministero dell'Istruzione, introducendo una nuova metodologia di insegnamento delle materie scientifiche e delle conoscenze linguistiche, attraverso l'aggiornamento e la formazione degli insegnanti.

I primi risultati dell'iniziativa saranno presentati oggi a Roma, nel corso di un convegno con il ministro Stefania Giannini, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il metodo adottato si basa più sulla sperimentazione in classe che sul nozionismo. Il progetto sta creando una rete nazionale di poli per l'aggiornamento dei docenti che è attiva in 12 città: Milano, Napoli, Perugia, Pisa, Roma, Torino, Venezia, Bologna, Potenza, Matera, Bari, Lecce. Mentre sono prossime le aperture dei poli a Viterbo, Reggio Calabria, Trieste e Sassari.

Finora il progetto ha coinvolto 8.897 insegnanti che hanno seguito i corsi di aggiornamento tenuti da Accademici dei Lincei e docenti Universitari. La nuova didattica, nella centralità e nell'autonomia dell'insegnante, è stata applicata negli anni in 4.315 classi coinvolgendo circa 300 mila alunni. I corsi di formazione riguardano insegnanti di ogni ordine e grado, tramite un'offerta multidisciplinare che coniuga matematica, scienze e italiano argomentativo. A queste materie si sta aggiungendo lo studio dell'economia in base a un programma di lavoro comune concordato con la Confindustria. Quattro - spiega una nota dei Lincei - i concetti chiave attorno ai quali si articola la visione educativa e pedagogica dei poli: interdisciplinarità, centralità della sperimentazione in laboratorio, contestualizzazione culturale tra scienza e società, nuove tecnologie per la didattica. Questi quattro elementi sono i fattori chiave individuati mediante un confronto internazionale ispirato anche alle valutazioni dell'Ocse/Pisa.

Attraverso moduli tematici, composti di lezioni frontali e laboratori, gli insegnanti hanno la possibilità di accrescere le proprie competenze teoriche e pratiche; cimentarsi nella pratica di laboratorio che, attraverso kit da utilizzare in classe, potrà essere riproposta agli alunni; abituarsi all'interdisciplinarietà grazie all'interazione con colleghi di diverso ordine, grado e materia di insegnamento. Il progetto vuole rispondere - informa la nota - 'ad alcune situazioni di ritardo del paese in campo scolastico, documentate da indagini internazionali, sulle quali si accendono di tanto in tanto i riflettori mediatici. Questa arretratezza produce di conseguenza una grave insufficienza nel grado di alfabetizzazione della popolazione italiana in età lavorativa, come documenta la graduatoria stilata dal Piaac (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) e dall'Ocse, che vede l'Italia all'ultimo posto.






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