ANNO 16 n° 273
Profughi ucraini: arrivati i primi 36
Definito il modello d'accoglienza. Alcuni Comuni 'sondano' le disponibilitą dei privati ad ospitarli in casa
10/03/2022 - 07:41

VITERBO - Sono 36 i profughi ucraini transitati in questi giorni dalla questura di Viterbo. Il dato è stato reso noto ieri pomeriggio nel corso del vertice in prefettura convocato per fare il punto sul piano d'accoglienza delle persone in fuga dalla guerra.

Alcune sono già arrivate e hanno trovato ospitalità presso familiari che vivono e lavorano nella Tuscia. Ci si aspetta però un flusso maggiore nei prossimi giorni ancher se la situazione è sotto controllo. Ieri pomeriggio, nell'incontro convocato dal prefetto Bruno - presenti i sindaci della Tuscia, la protezione civile regionale, i comandanti delle forze dell’ordine e la Croce rossa, il commissario straordinario del comune di Viterbo Antonella Scolamiero - si è definito il modello d'accoglienza sulla scorta delle linee del Dpcm. Un modello che passa per l'informazione, l'alloggio, l'assistenza sanitaria, la scuola.

E' fondamentale sapere quante persone ucraine abitano nella Tuscia perché presumibilmente saranno le prime ad accogliere i parenti in fuga. Alla prefettura andranno comunicati nome, età e dove sono ospitati.

Per chi ha necessità di alloggio sarà attivato il sistema Cas e, nel caso in cui questo non dovesse essere sufficiente interverrà la Protezione civile che al momento ha allestito un solo centro su Roma con centinaia di posti a disposizione.

Per quanto riguarda l'aspetto sanitario e in particolare i tamponi, la Asl ha attivato un numero di telefono ad hoc per indirizzare le persone al drive più vicino. Inoltre i distretti stanno predisponendo degli ambulatori operativi ad orari, per tutta la settimana in base alle richieste.

Anche la scuola è pronta ad accogliere i bambini. Qui il problema sarà quello della lingua.

Intanto alcuni comuni stanno ''testando'' la disponibilità dei privati ad accogliere in casa i profughi. Il Comune di Fabrica di Roma, per esempio, ha chiesto di conoscere ''l’eventuale disponibilità ad ospitare gratuitamente e temporaneamente, presso propri appartamenti o allogi, le persone che potrebbero arrivare dall’Ucraina'' ''così da poter disporre di una mappatura quantitativa e tipologica delle potenziali soluzioni abitative che dovessero rendersi necessarie''.






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