

VITERBO - La macchina per l'accoglienza degli ucraini in fuga dalla guerra si è messa in moto. I primi profughi sono già arrivati nella Tuscia e hanno trovato ospitalità presso i parenti che lavorano nel Viterbese. Altri ne arriveranno e per questo non ci si può far trovare impreparati. Per fare il punto su tutti gli aspetti legati all'emergenza profughi ucraini, questo pomeriggio alle 16,30 il prefetto Bruno ha convocato le forze dell’ordine, l’agenzia regionale di Protezione civile, la Asl di Viterbo, i sindaci il mondo dell’associazionismo. L'incontro verterà proprio sulla ricerca e la promozione, nella Tuscia, di progetti di assistenza ed ospitalità destinati alla popolazione ucraina.

Intanto per prevedere i possibili effetti sull’immigrazione che deriveranno dall’accoglienza di profughi il Sole24Ore ha fatto una simulazione. Simulazione che parte da due parametri: il numero di persone che ci si attende dovranno essere accolte e la quantità percentuale di queste che si stabiliranno nei pressi delle comunità già presenti, unendosi a familiari, parenti e amici (nella situazione di partenza l’80%) mentre la restante parte, per sottrazione, si ipotizza distribuita in modo proporzionale al resto della popolazione residente.
In base a questa proiezione Viterbo, che attualmente ospita 278 ucraini su 6171 stranieri potrebbe arrivare ad accogliere fino a 120 ucraini; Tarquinia, che oggi conta su 60 ucraini, ne potrebbe ospitare 27; Orte con 55 ucraini, fino a 22. In base a questa simulazione Civita Castellana, con 24 ucraini già residenti, ne potrebbe accogliere 14. Nella città civitonica già da qualche giorno sono arrivati i primi profughi e alcuni bambini sono già stati inseriti nella scuola.