


di Fabio Tornatore
VITERBO - Buone notizie sul fronte della produzione di rifiuti e sui consumi energetici della provincia di Viterbo: secondo l'ultimo rapporto Istat sull'Ambiente Urbano la Tuscia è il territorio che produce meno rifiuti in tutto il Lazio, e quello che consuma meno energia. Però continua ad essere oggetto di milionari investimenti in depositi di immondizia e Fonti di energia rinnovabile.
Virtuosi, anzi virtuosissimi, i viterbesi di tutta la provincia: con i loro 408 chilogrammi di spazzatura annui per abitante, secondo i dati di dicembre 2022, in calo dal 2015, quando erano 432,7. Seconda Rieti, con 485 chilogrammi per abitante, nel 2015 erano 484, terza Frosinone, con 495. E non è una novità dell'ultimo anno, visto che Viterbo si tiene costantemente al di sotto delle altre province dalla rilevazione del 2015, la più lontana pubblicata.
Anche sul fronte dei consumi energetici la provincia di Viterbo è quella che consuma di meno: 56 Tep (Tonnellate equivalenti di petrolio) per abitante, contro le 67,3 di Rieti e le 70 di Frosinone. Roma e Latina si attestano entrambe a 61 tep per abitante. Dal punto di vista dei consumi elettrici totali per provincia, che quindi non tiene conto del numero di abitanti, Viterbo conta 1041,2 GWh consumati nell'anno 2022, mentre Rieti 463,6. Latina e Frosinone si mantengono intorno ai 2400 Gwh circa, mentre Roma 14000.
Secondo questi dati dunque gli investimenti economici di molte imprese non risponderebbe al bisogno del territorio ma, evidentemente, segue altre logiche: per quanto riguarda le FER (fonti energetiche rinnovabili) sembra che le imprese siano attratte dalla vicinanza dell'infrastruttura elettrica, e dai grandi appezzamenti pianeggianti presenti vicino al litorale.