

di Nicola Savino
VITERBO - Quattro prodotti tipici del territorio e di assoluta eccellenza. Ecco la Bisaccia del Pellegrino, il simbolo utilizzato da Viterbo e dalla Tuscia intera per celebrare il Giubileo della Misericordia attraverso la via Francigena, una delle strade giubilari più importanti. L'idea nasce non solo con intenti celebrativi ed economici, ma anche per dare un segno tangibile di quanto un territorio possa trovare proprio nelle sue risorse basilari la capacità di affacciarsi all'attenzione di turisti, visitatori e pellegrini. La presentazione a Palazzo dei Priori offre pure la possibilità di verificare quanto Viterbo sia pronta per palcoscenici più ampi. ''La Bisaccia - sottolinea il sindaco Leonardo Michelini - è la realizzazione concreta di una collaborazione che mette insieme il Comune, la Diocesi, la Banca di Viterbo (alla quale è bastata una semplice telefonata per aderire con convinzione al progetto), la Coldiretti, l'Associazione Civita e il Giardino di Filippo: una sinergia vincente''.
Intanto è bene dare subito l'informazione sul contenuto: dentro ci sono nocciole dei Cimini (Coopernocciole di Capranica), miele (Azienda agricola Marino Giuliani di Grotte di Castro), olio extravergine (Cooperativa agricola Cesare Battisti di Vetralla) e confettura di ciliegie (Consorzio Ciliegia di Celleno). La borsa è realizzata da Il Giardino di Filippo, dall'artigiano Flavio Scatolla e dalla Cooperativa Gli anni in tasca (dunque, c'è anche un aspetto sociale che va sottolineato) e ricorda nella forma la sacca che i cavalli maremmani portavano al collo per mangiare durante i trasferimenti. Insieme alla Bisaccia (che sarà disponibile già a partire dal week end in occasione delle cerimonie conclusive della Settimana nazionale delle Vocazioni che si tengono appunto a Viterbo: l'obiettivo è di farne un simbolo della Tuscia, che quindi possa essere venduto anche negli esercizi commerciali). Insieme alla Bisaccia (che dovrebbe costare 15 euro) sono stati presentati cinque percorsi di fede più strettamente legati a Viterbo: la via delle fontane, la via dei quartieri medievali, la via dei Papi, la via di Santa Rosa e la via dei monasteri.
''Il progetto - interviene Alberto Frau, direttore di Coldiretti Viterbo - ha una triplice valenza: turistica (consente la promozione di uno splendido territorio), agricola (permette la valorizzazione di prodotti di assoluta qualità) e sociale (coinvolge l'impegno di chi ogni giorno si mette a disposizione degli altri). L'iniziativa della Bisaccia è una vetrina che riesce a mette insieme tanti importanti aspetti di questa terra che conosco da poco , ma che ho subito apprezzato''. Temi sui quali converge il presidente della Banca di Viterbo, Vincenzo Fiorillo: ''Siamo nati - spiega - più di un secolo fa come cassa rurale e quindi siamo sempre pronti a sostenere iniziative che coinvolgono gli aspetti agricoli del territorio. Ne sono convinto io e soprattutto ne sono convinti i nostri 2500 soci''. ''Al di là del valore intrinseco, la Bisaccia - chiosa Chiara De Santis del Giardino di Filippo - è portatrice di valori e perciò merita di essere acquistata''.
Esordio viterbese per l'assessore regionale all'agricoltura Carlo Hausmann: ''Questo progetto è nato due anni su impulso del giornalista Rai Sergio Valzania. La Francigena è la prima strada giubilare a presentarlo ufficialmente. Ne sono orgoglioso poiché il Lazio presenterà altri tre cammini. Dobbiamo raccontare il nostro territorio utilizzando semplicemente ciò che abbiamo: che è buono, sano, nutriente e non ha bisogno di additivi. Non c'è miglior sport per pubblicizzare le nostre bellezze e le nostre tipicità''.
''C'è un aspetto - interviene monsignor Lino Fumagalli, vescovo di Viterbo - che mi preme mettere in evidenza. E' l'attenzione che le istituzioni tutte stanno mostrando verso il tema dell'occupazione. Attraverso la Bisaccia e i cinque percorsi di fede si dà la possibilità a tante persone di lavorare e se, come è auspicabile, l'iniziativa prenderà ancora più corpo, si potrà ampliare il numero di chi trae sostentamento da tutto questo. Non è poco in tempi così difficili''. ''Ritengo - interviene l'assessore al turismo Giacomo Barelli - che si siamo riusciti a coniugare gli aspetti turistici e quelli agroalimentari: la Bisaccia contiene prodotti di facile consumo, ad alto valore energetico, proprio come quella che utilizzavano i pellegrini del passato''. ''E' un'idea - chiude il sindaco Michelini - vincente e innovativa capace di valorizzare Viterbo, la Tuscia e l'Italia intera''.