ANNO 16 n° 273
Prodotti comunitą Ceis fanno parte di Campagna Amica Coldiretti
Consegnata targa a Don Canuzzi
05/12/2012 - 04:00

VITERBO - I prodotti dell'azienda agricola della Comunità Ceis San Crispino di Viterbo, da anni impegnata nel recupero di ragazzi tossicodipendenti, sono entrata a far parte di Campagna Amica della Coldiretti. Il presidente dell'organizzazione Leonardo Michelini ha consegnato la centotreesima targa punto vendita al fondatore e responsabile del Ceis, don Alberto Canuzzi.

''I ragazzi - spiega il sacerdote - avevano piantato insalata, peperoni, melanzana, patate, broccoli neri, fagiolini, fiori di zucca e zucchine, ceci, lenticchie, fagioli e ogni altro genere di verdure nella nostra azienda agro-biologica. Abbiamo così preso contatti con la Coldiretti che ci ha stimolato, seguito, aiutato per inserirci nell'organizzazione di Campagna Amica. Le persone hanno iniziato ad appezzare la merce fresca, biologica così abbiamo pensato di fare sul serio'. Per il presidente Michelini, 'aver accreditato il Ceis è motivo di orgoglio per la Coldiretti di Viterbo, l'agricoltura può svolgere un ruolo sociale importante nel recupero dei ragazzi con disagi''.

Ecco come don Alberto Canuzzi ricostruisce l'adesione del Ceis a Campagna Amica. ''La parola marketing mi ha suscitato sempre curiosità - dice don Canuzzi - e mi sono chiesto se una comunità terapeutica per ex tossicodipendenti potrà mai entrare nella filiera del marketing? E come? Quest'anno i ragazzi della Comunità CeIS S. Crispino di Viterbo, che hanno lavorato sodo con la cooperativa 'Lavoro e Solidarietà', avevano preparato bene il terreno nell'azienda biologica in Località La Quercia, vicino a Viterbo, avevano piantato ortaggi di ogni genere, annaffiato in continuazione per la siccità dell'annata e poi notato che il terreno si riempiva prima di verde, poi delle varie gradazione di verde, poi di viola''.

I ragazzi avevano seguito un corso sull’agricoltura tenuto da Vannino Cappelloni della Coldiretti e dal professor Scocchera: ''Questo gruppo di ragazzi – continua Don Alberto - nell'inverno si è dato da fare per raccogliere le olive, ha imparato da Domenico Semproni la potatura, e ora nella primavera i ragazzi sono diventati produttori di verdure. Il pensiero di mangiare nella comunità tutta quella verdura, aveva percorso la mente di tutti i ragazzi ospiti' diventeremo anche noi un peperone o una melanzana o un pomodoro''.

Da questo ''presagio'' è nata una nuova idea: ''Fare un mercatino di vendita diretta all'ingresso della Comunità: abbiamo iniziato ad avere contatti con la Coldiretti – sottolinea il sacerdote – con il comune che ha dato il permesso per la vendita, il progetto Rely ha dato la possibilità di un piccolo contributo per le persone messe alla vendita e così la comunità è ritornata a sognare bistecche e pastasciutta''.

La voce si è sparsa: 'anche i drogati sanno fare qualcosa di buono'. Don Alberto Canuzzi riflette: ''Nell’ambiente agricolo non esiste emarginazione, anche una persona incapace, può diventare produttore e mano d'opera, spesso meglio di chi ha tanto studiato. Ho visto persone che la nostra società considera 'emarginate' trattare la terra e gli animali meglio di tanti altri che sanno trattare soltanto con le macchine''.

''Così dal mese di giugno  - argomenta - tutti i venerdì e sabato mattina una squadra raccoglie nell'orto la verdura fresca, un'altra squadra prepara i banchetti, mettendo le bandiere della Coldiretti e di Campagna Amica compresa quella italiana per far capire che il prodotto è made in Italy). Il fatto che i compratori vengono in continuazione, significa che, oltre i prezzi concorrenziali, hanno trovato qualcosa di buono''.

''Il marketing è diventato una parte del nostro vivere - conclude Don Canuzzi - è per ora un piccolo spiraglio, con la speranza che la terra produca il suo frutto e il prodotto raggiunga filiere più ampie, ma a noi interessa soprattutto che alcune persone che mesi fa stavano distruggendo la propria vita, sono ora in grado di produrre e trattare con le persone allapari sorridendo pieni di vita. Così si potrà dire che la Comunità produce non soltanto benessere mentale, recupero dalla tossicodipendenza, ma anche un prodotto per il benessere fisico''.

Sabato scorso, alla presenza del Presidente di Coldiretti Viterbo, è stata consegnata la centoquattresima targa punto vendita diretta di Campagna Amica della provincia di Viterbo.






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