

ROMA - Il ddl, a prima firma Fioroni, è stato depositato in mattinata alla Camera e, oltre alla firma degli ex Ppi del Pd, è stato sottoscritto anche di Gian Luigi Gigli di Per l'Italia.
Il testo stabilisce che la donazione di cellule riproduttive per la procreazione eterologa ''è volontaria e assolutamente gratuita'' e precisa che ''gli atti e i contratti onerosi sono nulli'. Viene quindi prevista l'istituzione, presso l'Istituto superiore di sanità di un Registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive ''ove sono registrati tutti i soggetti ammessi alla donazione, mediante l'attribuzione ad ogni donatore di un codice''.
''Le strutture sanitarie autorizzate al prelievo e al trattamento delle cellule riproduttive - dice il testo - comunicano al Registro i dati anagrafici dei donatori con modalità idonee ad assicurare l'anonimato dei donatori''.
Le violazioni di questi adempimenti ''costituisce reato ed è punita con l'arresto da 3 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da 5mila 50mila euro''.
Viene inoltre ''garantita la tracciabilità del percorso delle cellule riproduttive dal donatore al nato e viceversa''. Inoltre le cellule di ogni donatore ''non possono determinare più di cinque nascite'', limite derogabile solo se una coppia che ha già avuto un figlio con i gamete di quel donatore, desideri un altro figlio con i gameti dello stesso donatore.
Ferma restando la regola dell'anonimato ''è consentito l'accesso alle informazioni sanitarie e del patrimonio genetico del donatore nei casi in cui sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla salute dell'embrione formato o del nato'', attestati da un medico o un ospedale pubblico. L'accesso alle informazioni è consentito ''esclusivamente'' al medico.
''Il nato - stabilisce il ddl - è informato delle modalità del suo concepimento e i genitori vi debbono provvedere nei modi e nei termini che essi ritengono più opportuni. Al nato, qualora lo richieda al raggiungimento della maggiore età, non si può opporre nessun rifiuto per conoscere l'identità del padre biologico''. Conseguentemente al donatore ''deve essere data comunicazione della possibilità di essere contattato''. Inoltre alle donne che accedono alla fecondazione omologa ''deve essere informata della possibilità di donare una parte dei propri ovociti'' per e tecniche eterologhe. ''Alle coppie che accedono alla tecnica di fecondazione eterologa e alle strutture sanitarie che la praticano è fatto divieto di ogni forma di selezione eugenetica''. Per quanto riguarda gli embrioni sopranumerari, essi ''possono essere utilizzati dalla coppia che ha avuto già un figlio tramite fecondazione eterologa''; invece ''è fatto divieto di ogni altra utilizzazione degli embrioni soprannumerari''.