ANNO 16 n° 273
Processo Drago,
salta l’udienza
Si tornerà in aula a dicembre per ascoltare cinque testimoni dell’accusa
18/11/2016 - 02:01

VITERBO – Processo Drago, salta l’udienza. Per i 13 imputati nel maxi procedimento per spaccio di droga e furti si allungano sempre di più i tempi verso la verità.

Ieri mattina, davanti al giudice Rita Cialoni, uno degli imputati di spicco del procedimento, Django Barberio, ha nominato un nuovo avvocato, così come era accaduto anche la scorsa udienza. Una mossa inaspettata che ha causato uno stop al processo: il nuovo difensore, l’avvocato Domenico Gorziglia, ha infatti chiesto il termine a difesa per studiare la posizione del suo assistito. Il risultato? Un rinvio secco. Si tornerà in aula il primo dicembre, per ascoltare cinque testimoni dell’accusa.

L’operazione Drago, ‘’la più vasta operazione portata avanti nel viterbese’’, così come la definì il colonnello Gianluca Dell’Agnello, comandante provinciale dei carabinieri, ha mandato alla sbarra tredici persone con le accuse di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, furti in abitazioni e negozi, estorsione e lesioni. Ma agli arresti, nel blitz del maggio 2012, finirono ben 40 persone: per i carabinieri di Viterbo e di Soriano nel Cimino che portarono avanti le indagini, erano loro a gestire la gran parte dei traffici di droga nei locali notturni della Tuscia. Cocaina e marijuana destinate alle discoteche e ai club della provincia e anabolizzanti e testosterone da spacciare in tre palestre di Soriano, Vallerano e Viterbo.

E come finanziare un mercato e un’attività così ampi? Secondo la procura, attraverso racket e usura. Ma non solo. Anche attraverso furti in abitazioni e negozi e lo sfruttamento della prostituzione. Un reato, quest’ultimo, di cui devono rispondere solamente Barberio e la sua compagna, Janina Vasilescu, entrambi presenti in aula ieri.






Facebook Twitter Rss