

VITERBO - Andrea Landolfi era stato regolarmente tradotto da Roma dove è ristretto nel carcere di Regina Coeli e si era dichiarato pronto a rispondere in aula (Collegio Tribunale di Viterbo Pres.dr. Mautone), però uscito dall’”acquario” ha evidenziato difficoltà nel camminare dal che i suoi legali hanno chiesto la sospensione del confronto causa l’evidente stato fisico del loro assistito determinato da massiccio uso di psicofarmaci che non avrebbe consentito una lucidità nelle risposte.
Prima di sospendere l’udienza per consentire la chiamata di due testi della Procura, il Pm.Pacifici ha fornito al Collegio della Corte d’Assise gli atti del processo che ricordiamo sarebbero per omicidio, omissione di soccorso e lesioni nei confronti dell’unico imputato Landolfi.
Alla ripresa pomeridiana sono state ascoltate due donne vicine di casa presenti quella notte del 3/4 febbraio nei loro appartamenti contigui di via Serangeli,7 in Ronciglione dove si sarebbe consumato il delitto.
Entrambe hanno riferito che in nottata avevano avuto occasione di ascoltare rumori di trambusto all’interno dell’abitazione della sig.ra Mirella Iezzi nonna dell’imputato tipici di una lite in corso, ma non il pianto del figlioletto di 5 anni del Landolfi, ritenuto dall’accusa teste chiave. In particolare, una dei testimoni ha riferito essere stata svegliata ed aver potuto ascoltare una voce lamentosa voce femminile ed una voce maschile che le imponeva silenzio.
Indubbiamente l’esito dell’udienza di ieri favorevole alla tesi dell’accusa.
Il processo è fissato per una nuova udienza al 27 gennaio prossimo dove sarà ascoltata la sig.ra Acciardi, madre della vittima ed il fratello dell’imputato.
Dal canto loro, i legali della difesa (avv.tti Fabrizi e Gasperini) hanno assicurato che il loro assistito potrà essere ascoltato nella ancora più lontana udienza del 24 febbraio in quanto nel frattempo sarà attenuato il trattamento di psicofarmaci sulla persona del Landolfi