ANNO 16 n° 273
Processo al boss Trovato: ascoltata anche la madre di Pecci
Altri testi saranno ascoltati il 21 giugno
09/04/2021 - 13:06

di Stefano Marini Balestra

VITERBO - Ieri, nell’aula del collegio del Tribunale presieduto dal dr. Gaetano Mautone, c’era aria di attesa. Era infatti prevista la deposizione dell’avv. Floro Sinatora, testimone indotto dalla difesa (avv.tti Taormina e Barili) dell’imputato Manuel Pecci che insieme ad Emanuele Erasmi e Ionel Pavel è alla sbarra per il resto di estorsione con metodo mafioso.

Come si ricorderà, il Pecci, titolare con il fratello di un noto centro estetico al centro di Viterbo ebbe la disavventura con un cliente insoddisfatto del trattamento di vedersi richiedere un risarcimento e, secondo l’accusa, per evitarlo, si rivolse al Trovato. L’accusa riferisce quindi, che assieme, si recarono presso il locale gestito dal danneggiato per avere un chiarimento, dopo che lo studio dell’avv. Sinatora, per conto dello stesso cliente insoddisfatto, aveva inviato una lettera di messa in mora.

L’incontro non ebbe successo, anzi, dopo, il Trovato ebbe a dire al Pecci che al ristoratore danneggiato gli si doveva dare una “lezione”.

Nella deposizione in tribunale, l’avv. Sinatora, ripetiamo il legale incaricato dal danneggiato di scrivere una lettera con richiesta di risarcimento, quindi attivare un’eventuale copertura assicurativa, ha riferito di aver ricevuto una telefonata dal Trovato, da lui conosciuto come conterraneo ed anche in passato suo cliente, nella quale vagamente si faceva riferimento ad un amico comune che aveva avuto problemi e con il quale era necessario far pace. L’avv. Sinatora ha quindi negato di essere a conoscenza in quel tempo della figura del Trovato, cioè di persona implicata in gravi fatti intimidatori, ma di avergli assicurato che la ricerca di una transazione era la via migliore.

Ha negato quindi di aver sentito il Trovato di procedere per “vie spicce” per risolvere il “caso” , anche se da un’intercettazione telefonica risulta che l’avv. Sinatora lo invitò a non intervenire con le maniere forti (“non lo picchiare”).

E’ stata poi ascoltata la madre dell’Imputato Pecci.

La signora ha riferito che sia il Trovato che il ristoratore che si era ritenuto danneggiato da un intervento di epilazione, si conoscevano ed erano clienti da anni, cosi come l’avv. Sinatora. Per loro, persone poco pratiche di cose legali, l’arrivo della lettera richiesta risarcimento pervenuta determinò l’intenzione del figlio Manuel di recarsi da solo presso il locale del danneggiato e che solo per puro caso incontrò il Trovato senza che in precedenza si fossero dati appuntamento. Fu, solo in questa occasione, che Manuel scoprì il “metodo” del Trovato per risolvere i problemi, perché all’esito negativo dell’incontro con il danneggiato, gli avrebbe detto di volerlo ammazzare di botte.

Il processo è aggiornato alla prossima udienza del 21 giugno per l’ascolto di altri testi a difesa. Per la requisitoria del PM, si dovrà attendere sino al 25 giugno.






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