

di Stefano Marini Balestra
VITERBO - Le miserie della vita. E’ quello che lunedi scorso è stato possibile osservare in un’aula di Tribunale (giudice monocratico Dr.ssa Elisabetta Massini) dove veniva celebrato un processo a carico di un anziano denunciato per stalking proprio da coloro che aveva per 30anni assistite e curate come una vera famiglia.
La cattiveria umana non ha spesso limiti.
Infatti, l’Imputato, dopo una convivenza di sei lustri con una signora dalla quale erano nate due figlie, venne accusato di aver praticato stalking non essendosi rassegnato alla fine della relazione.
E poi accaduto che l’uomo sia rimasto vittima di un incidente, quindi necessitato essere allettato per un lungo periodo proprio nella casa “di famiglia”.
Appunto, durante questa degenza venne scacciato da casa addirittura impedendogli di riprendersi gli effetti personali.
L’istruttoria dibattimentale ha fornito, mediante le testimonianze raccolte, la miserevole condizione di un anziano povero diavolo malato, accusato strumentalmente di molestie, anche dalle figlie che aveva allevato con i suoi mezzi, per costringerlo alla resa, cioè l’allontanamento dalla “casa coniugale”.
Ineccepibile l’assoluzione per l’Imputato dopo cinque anni di calvario giudiziario.
Adesso, a carico della ex compagna ed alle sue figlie che lo denunciarono ben ci starebbe un processo per calunnia.
Vediamo se la Procura di muoverà.