

Riceviamo e pubblichiamo
Domenica pomeriggio insieme ad Antonello Ricci ci siamo ritrovati per una delle tante occasioni che abbiamo avuto in questo anno e mezzo di vita della nostra associazione per condividere l'amore per questa città. Ringraziamo l'assessore al centro storico Alvaro Ricci per essere intervenuto ed il sindaco Leonardo Michelini per essere rimasto con noi fino alla fine, ma li ringraziamo soprattutto per aver regalato a questo bel pomeriggio trascorso insieme un immenso valore aggiunto, quello di poter camminare in un centro storico meravigliosamente libero dalle auto. La sensazione raccolta da chi, tanti, sono intervenuti ieri, è stata quella di essere finalmente fruitori della città, di poterla guardare, di poterla vivere e non solo percorrere. Amiamo molto sulla nostra pagina facebook pubblicare immagini della Viterbo che fu, forse perchè proviamo nostalgia di qualcosa che non abbiamo vissuto, speriamo non ancora, di quella vita intorno alle fontane, di quel senso di comunità e di appartenenza profondo alla città, che portava a tutelarla anche da se stessa e dai propri cittadini, stabilendo con gli statuti regole ben precise atte a difendere il ricco patrimonio comune. Una delle soste ieri l'abbiamo fatta proprio a Piazza Fontana Grande, bellissima, finalmente libera dalle auto, restituita ai viterbesi. Forse per capire ed apprezzare certe scelte è davvero necessario conoscere l'importanza di ciò che quelle scelte vanno a tutelare. Per questo accompagnamo spesso viterbesi, curiosi e turisti alla scoperta dei gioielli cittadini, con itinerari tematici e contaminazioni varie. A breve pubblicheremo il calendario delle prossime iniziative ed uscite, che intensificheremo ancora di più, in accordo con l'amministrazione, per dare anche il nostro contributo alla fruizione e alla valorizzazione del centro storico.
'C'è da salvare la città nella natura. Il risanamento dall'interno. Basta che i fautori del progresso si pongano il problema. Questa regione, che per miracolo si è finora salvata dalla industrializzazione, questo Alto Lazio con questa Viterbo e i villaggi intorno, dovrebbero essere rispettati proprio nel loro rapporto con la natura. Le cose essenziali, nuove, da costruire, non dovrebbero essere messe addosso al vecchio. Basterebbe un minimo di programmazione. Viterbo è ancora in tempo per fare certe cose. [...] Quel che va difeso è tutto il patrimonio nella sua interezza. Tutto, tutto ha un valore: vale un muretto, vale una loggia, vale un tabernacolo, vale un casale agricolo. Ci sono casali stupendi che dovrebbero essere difesi come una chiesa o come un castello. Ma la gente non vuol saperne: hanno perduto il senso della bellezza e dei valori. Tutto è in balìa della speculazione. Ciò di cui abbiamo bisogno è di una svolta culturale, un lento sviluppo di coscienza..
Domenica abbiamo ricordato questo passo di Pasolini, rilasciato in un'intervista sotto la Torre di Chia e pubblicato sul Messaggero il 22 settembre 1974, auspicando al sindaco che sia iniziata finalmente una nuova stagione e che quella svolta culturale, quel lento sviluppo di coscienza che si augurava Pasolini quarant'anni fa, ci veda oggi tutti protagonisti.
Pro loco Viterbo
Antonello Ricci