

Quante cose facciamo online al giorno d’oggi? Tante, tantissime – pressoché tutto quello che si può fare su internet, viene fatto in rete. Il web è comodo, è veloce, e con gli smartphone è sempre a portata di mano. Ma è sicuro? La risposta è sì, lo è quando vengono rispettate le norme per la protezione dei dati.
Abbiamo detto che facciamo molte operazioni online: prenotiamo le nostre ferie, per esempio. Prenotare una vacanza significa digitare online il nostro numero di passaporto quando siamo sul sito della compagnia aerea, condividere il nostro indirizzo email e pure i dati della nostra carta di credito. Quando facciamo acquisti su un e-commerce, poi, indichiamo anche il nostro domicilio per la consegna. O pensiamo anche a quando ci candidiamo per una nuova posizione lavorativa: il nostro CV contiene una moltitudine di informazioni personali su di noi. E benché sia vero che è sempre importantissimo stare attenti quando si naviga in rete, è anche vero che nella maggior parte dei casi (come in quelli degli esempi citati) non si può procedere e portare a termine la pratica senza inserire i nostri dati.
Cosa ci dà, allora, la garanzia di sicurezza? La protezione dei dati e le leggi che la regolano.
GDPR
Negli ultimi anni ne abbiamo sentito parlare tantissimo, e in ogni ufficio si sono svolti corsi sul tema. GDPR sta per Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati: è una norma dell’UE che descrive in quali casi un’azienda o un’organizzazione possono raccogliere informazioni personali o riutilizzarle. Questo è possibile, per esempio:
• Quando viene stipulato un contratto (di lavoro o di beni e servizi, come l’acquisto di qualcosa)
• Quando il trattamento dei dati è un requisito giuridico (come nel caso della comunicazione dello stipendio da parte del datore di lavoro dalle autorità di previdenza sociale)
• Quando potrebbe salvare la vita
• Quando l’attività è inerente a pubbliche amministrazioni, come scuole, comuni, ospedali
• Quando gli interessi sono legittimi (come quando le banche verificano se una persona può avere accesso a un conto di risparmio con tassi di interesse più elevati)
In situazioni non simili a questi esempi, aziende o organizzazioni devono necessariamente chiedere il consenso all’utilizzo e alla raccolta dei dati personali. È l’utente, in questo caso, a decidere se dare o meno il permesso: le opzioni sono inequivocabili – sì o no. È importante, pertanto:
• Informarsi sulla natura della compagnia che elabora i dati
• Capire il motivo per cui i dati verranno usati
• Sapere quanto a lungo i dati verranno conservati e chi li riceverà
• Essere al corrente dei propri diritti in tema di protezione dei dati
Perché la privacy online è così importante
Tutelare se stessi è fondamentale, soprattutto sul web. E la ragione è molto semplice: non è sempre facile eliminare davvero qualcosa che ci si è pentiti di aver condiviso. E il problema non riguarda solamente il rimorso, ma anche (e in maniera ben più grave) il fatto che i nostri dati personali siano magari stati trasmessi a terzi.
Sul web sembra rimanere traccia di tutto, e sul web sembra che noi utenti leggiamo senza prestare sufficiente attenzione – clicchiamo condividendo informazioni che vengono poi inviate ad altri.
Ecco, dunque, alcuni consigli per tutelare la propria privacy in rete:
1. Leggere con attenzione i dettagli (anche le piccole clausole!) prima di dare il consenso
2. Tenere traccia dei siti a cui si sono concessi i dati personali
3. Controllare le impostazioni della privacy dei siti a cui ci si registra (sono modificabili in qualsiasi momento)
4. Disattivare il login automatico: benché comodo, rende il furto di informazioni da parte dei pirati del web molto più facile
5. Fare attenzione alle reti Wi-Fi aperte, presenti spesso nei luoghi pubblici
6. Scegliere sempre password che siano difficili da indovinare (e sceglierle diverse per ogni sito web!)
7. Acquistare solamente su e-commerce sicuri
La privacy online è un diritto degli utenti: deve essere garantita e il trattamento dei dati deve essere corretto. Inoltre, l’utente deve sempre poter intervenire – se vuole, per esempio, disdire i consensi forniti.
Non solo gli e-commerce
Abbiamo già citato gli e-commerce un paio di volte, ma non si tratta certo degli unici siti web dove inseriamo i dati dei nostri metodi di pagamento.
Quanto sono fastidiose le email di marketing che riceviamo senza aver alcun interesse nell’argomento trattato? Bastano pochi clic per annullare l’iscrizione alla newsletter. Il problema è ben più pericoloso se, invece di aver erroneamente dato il consenso all’invio di messaggi, abbiamo inserito i codici della nostra carta di credito su un sito che non rispetta le normative sulla privacy. E non c’è scampo: fra chi ama fare shopping, o chi prenota i treni online, tutti abbiamo, almeno una volta, fatto pagamenti in rete. Quando lo facciamo, vogliamo e dobbiamo avere la certezza assoluta che il sito sia sicuro.
Per fortuna, quando ci si trova a dover fare transazioni significanti, come può succedere a chi gioca a poker online e ottiene grosse vincite di denaro, ci si può affidare a siti che pongono la sicurezza dei loro utenti al primo posto, assicurando giocate prive di pericoli. Nel caso del gioco d’azzardo, per esempio, esiste un ente ad hoc che si occupa della protezione dei dati e del codice di condotta degli operatori: si chiama EGBA (European Gaming and Betting Association). Stila regole precise per questo settore, per fare in modo che il mondo del gambling rispetti gli standard del GDPR. Oltre a ciò, l’EGBA assicura anche la massima trasparenza quando si tratta di diritti sulla trasmissione dei dati personali, di regolamentazioni sul gioco responsabile e di ottemperanza alle leggi che condannano il riciclaggio di denaro.
Qualunque sia il sito a cui ci si iscrive, è dunque fondamentale leggere ogni pop-up, postilla, dettaglio con attenzione prima di dare consensi. Anche in futuro internet continuerà a semplificare tante operazioni quotidiane, velocizzando anche processi burocratici: più cose facciamo, più dobbiamo ricordarci quali sono i diritti degli utenti.