

La salma di Erich Priebke è stata inumata in Italia, in un cimitero all’interno di una struttura penitenziaria. La rivelazione giunge dal quotidiano «la Repubblica» con un articolo firmato dal direttore Ezio Mauro. Racconta che la tomba, segnata solo da una croce di legno duro senza data né nome, si trova in un recinto all’interno di un carcere protetto da «cancelli, riflettori, inferriate e chiavistelli», al riparo da contestazioni e venerazioni.
SEPOLTURA - La sepoltura sarebbe avvenuta nel silenzio, in un cimitero dimenticato da anni, risistemato per l’occasione dai detenuti del carcere. Il direttore della struttura, convocato a Roma qualche giorno fa, è legato dal vincolo del segreto: perché nessuno deve sapere di chi sia quella salma, né i carcerati che hanno risistemato il cimitero, «né le guardie, né il sindaco, né il presidente della Regione, né la comunità cittadina».
IL BOIA - Priebke, vicecomandante della Gestapo nella Roma occupata dai nazisti, fu fra gli organizzatori (ed esecutori materiali) dell’eccidio delle Fosse Ardeatine; condannato all’ergastolo, è morto a Roma l’11 ottobre scorso a 100 anni compiuti, agli arresti domiciliari. Un tentativo di funerale organizzato ad Albano laziale nella cappella dei Lefebvriani era stato annullato dal prefetto e si era concluso nelle contestazioni; della salma trasferita di notte a Pratica di mare non si era più saputo nulla.
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