

Nonostante le dichiarazioni del legale di Erich Priebke secondo cui 'non risulta' un no dell'autorità ecclesiastica ai funerali per l'ex criminale nazista scomparso due giorni fa a Roma, la linea del Vicariato resta ferma sul diniego a qualunque celebrazione pubblica. Continua, dunque, a far fede la dichiarazione ufficiale di ieri che aveva escluso 'celebrazioni esequiali in una chiesa di Roma'. Se il Vicariato non interviene più ufficialmente nella vicenda, viene comunque fatto notare che sulla figura di Priebke credente vi sono molti dubbi: non si sa se fosse battezzato, né praticante. Inoltre, si spiega, 'nei funerali in chiesa si esprime una comunione ecclesiale che in questa situazione di fatto non c'è e non c'è mai stata'. A questo proposito viene anche ricordato il canone 1184 del codice di diritto canonico secondo il quale le esequie possono essere negate dall'ordinario, cioè dal vescovo, 'ai peccatori manifesti' che prima della morte non abbiano dato segno di pentimento e ai quali 'non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli'. D'altra parte, sempre secondo quanto si apprende, i tentativi di portare comunque una preghiera e una benedizione alla salma che 'non si negano a nessuno', ma in forma strettamente privata, sono stati rifiutati dal suo legale il quale comunque non è la figura cui spetta una richiesta del genere che è invece propria dei familiari dai quali, però, non è pervenuta.
'Non risulta che la Curia abbia negato i funerali per Priebke - ha detto Il suo avvocato, Paolo Giachini - ma sono pronto a celebrarli in strada se questo dovesse succedere. Ci rivolgeremo alla curia o alla parrocchia di Priebke - ha proseguito il legale dell'ex ufficiale delle Ss - alcune chiese di tutta Italia ci hanno offerto i funerali ma credo che saranno comunque a Roma. Ribadisco che non abbiamo intenzione di celebrare una cerimonia politica ma lo faremo con riservatezza'. 'Priebke è stato portato a Roma non di sua volontà ed è morto qui. Roma avrebbe il dovere di ospitarlo ma noi non vogliamo creare imbarazzi a nessuno, nonostante in tanti ci abbiano offerto una tomba al Verano'. Lo ha detto Paolo Giachini, legale di Erich Priebke, in merito alle dichiarazioni del sindaco Marino, che si è opposto all'ipotesi di una sepoltura nella capitale per l'ex ufficiale delle Ss morto due giorni fa a Roma.
'Il funerale - afferma il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici - darebbe ai nipotini di Hitler occasione ghiotta per fare un'adunata nostalgica. E un'eventuale tomba nella città teatro della tragedia delle Fosse Ardeatine sarebbe come uccidere una seconda volta quelle vittime'. E' come chiedere che il boia di Marzabotto o Sant'Anna di Stazzema venga sepolto nella stessa città delle loro vittime - spiega Pacifici - Per questo confidiamo nell'opera e nelle sensibilità delle istituzioni. Anche perché sarebbe palese che la tomba potrebbe diventare luogo di pellegrinaggi. Ed io da cittadino di Roma mi opporrò esattamente come ci opponemmo la notte del 1 agosto del 1996 (quando il Tribunale militare dichiarò prescritto il reato di cui era accusato Priebke in relazione all'eccidio delle Fosse Ardeatine ndr.)'.
Interviene anche il ministro degli Esteri, Emma Bonino: 'La legge ha già detto come si deve fare per la sepoltura di Priebke, e se non ci piace la legge si prenda il coraggio di cambiarla', ma dopo aver criticato 'le leggi ad personam, vorrei evitare le eccezioni ad personam'.
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