ANNO 16 n° 274
''Prezzo del latte, questa crisi ci sta estinguendo''
Simone Pancianeschi, allevatore 20enne: ''Continuerò a stringere i denti ma tra poco cadrà tutto''
11/02/2022 - 06:08

VITERBO - ''Tutto aumenta, tranne il prezzo del latte''. E' una battaglia per la sopravvivenza quella che ogni giorno Simone Pancianeschi, allevatore di 20anni, combatte per resistere a una situazione che sta mettendo in ginocchio il settore. 

''Eccomi qui - dice - un giovane allevatore di vacche da latte della Tuscia, uno dei reduci.  Colgo l'occasione per dire la mia sulla crisi che sta per estinguere il nostro settore con qualche parolina, come hanno già fatto due miei amici. Sono un po' di mattine che mi sveglio con il dente avvelenato; sono troppi giorni che mi alzo sperando che qualcosa cambi. Questa mattina mi sono svegliato stanco e stufo''.

Simone Pancianeschi non ci sta. Sono ''stufo - dice - perché a vent'anni i problemi dovrebbero essere assai differenti da quelli che m'affliggono. A vent'anni un ragazzo dovrebbe sognare in grande, non dovrebbe porsi dei limiti.

A vent'anni, un ragazzo dovrebbe svegliarsi coi crampi allo stomaco per un bacio non dato, non perché teme che uno dei suoi mezzi lo abbandoni.  La carica di un ventenne non può essere ignorata o peggio soffocata''.

''A vent'anni uno pensa de poté cambià il mondo e io lo voglio fà - aggiunge Pancianeschi - Un proverbio dice che volere è potere, ma contro questo mondo orrendo schiavizzato dalla grande distribuzione proprio non vale''.

L'allevatore ricorda che da mesi la categoria sta affrontando una crisi senza precedenti.

''Temiamo il peggio- aggiunge Simone Pancianeschi - tra pochi mesi è palese che crolleremo e con noi cadrà tutto il castello. Quanta gente rimarrà senza lavoro? Chi si prenderà cura dei meravigliosi paesaggi che la Tuscia ha da offrire? Cosa finirà nelle nostre tavole? Che ne sarà del nostro futuro? Mi chiedo sempre più spesso dove chi governa voglia farci arrivare.

Vogliamo riempire le nostre terre di impianti fotovoltaici? Wow, bello scempio. Vogliamo che i nostri terreni siano invasi dalle monocolture? Che ne sarà della biodiversità, del mondo tanto bello che tutti vogliono ma del quale nessuno si preoccupa. Un libro intero non basterebbe solo per elencare i dubbi che ho.

Per ora continuerò e continueremo a stringere i denti, ma siamo arrivati veramente ai ferri corti. È possibile che in un momento del genere dei giovani allevatori siano costretti ad autoraccontarsi, per poter almeno far sapere cosa sta accadendo? I 'grandi' - conclude - sanno solo dire che i giovani d'oggi non abbiano voglia di lavorare Sveglia!!! E noi? È la terra che nutre l'uomo, non l'industria''.






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