ANNO 16 n° 274
''Prevenire, punire, proteggere''
La cerimonia per la firma del protocollo di intesa interistituzionale contro
la violenza sulle donne con il sottosegretario Bocci e l'assessore Valente
10/06/2016 - 17:37

VITERBO - (ni. sa.) ''Non aver paura''. È il tema portante della cerimonia in prefettura per la firma del protocollo di intesa interistituzionale per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto della violenza e degli abusi sulle donne. 

Sala conferenze gremita: insieme al sottosegretario Giampiero Bocci e all'assessore regionale al lavoro e alle pari opportunità Lucia Valente, i sindaci della Tuscia, il presidente della provincia Mauro Mazzola, l'onorevole Giuseppe Fioroni, il consigliere regionale Enrico Panunzi, il direttore generale della Asl Daniela Donetti.

Il comune denominatore è la necessità di lavorare in sinergia all'insegna delle cosiddette ''3 P'': prevenire, punire, proteggere. Tre capisaldi di un'azione collettiva che aiuti la donna a superare momenti difficili. I numeri nella provincia di Viterbo sono preoccupanti: ''Il Lazio- spiega Marina Contino della questura di Viterbo - è una regione in cui la situazione complessivamente non è molto grave e anche qui da noi i numeri tendono a decrescere, ma sono in pericolosa ascesa i cosiddetti reati sentinella: percosse, maltrattamenti, lesioni. Situazioni che fanno suonare un campanello d'allarme. Il nostro lavoro è naturalmente rivolto alla repressione, ma ci stiamo impegnando a fondo sulla prevenzione. Gli incontri nelle scuole sono passati da 276 nel 2014 a 292 nel 2015''.

L'impegno è forte anche da parte della Asl. Lo testimonia l'intervento di Lorenzina Fiocchetti (coordinamento infermiere) che illustra il lavoro portato avanti dalla unità rosa, la struttura che prende in carico (dopo la gestione ospedaliera) le donne che subiscono violenza. Che non è solo fisica ma che diventa psicologica e coinvolge spesso anche i minori attraverso autentici ricatti pure di natura economica.

''Nella coppia - interviene la Donetti- la donna è troppo spesso l'elemento debole e ne paga le conseguenze anche sotto forma di sottomissione che impedisce non solo la denuncia di abusi o violenze ma anche soltanto la richiesta di aiuto.Un dato ci deve far riflettere: lo sportello Non aver paura di Belcolle in un mese e mezzo di attività ha registrato 22 casi''. 

I dati Istat sono purtroppo eloquenti: in Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa nell'ambito della coppia. ''La regione- interviene l'assessore Lucia Valente- ha trovato nella Asl di Viterbo interlocutori preparati e validi. A breve saranno approvato un provvedimento che permetterà alle donne che subiscono stallone o violenza di essere indipendenti dal punto di vista economico. Perché essere libere dal bisogno è la prima condizione per essere libere dal punto di vista psicologico''.

''Il territorio - conclude il sottosegretario Giampiero Bocci - deve essere in grado di prevenire i fenomeni di violenza e certamente un ruolo importante possono svolgerlo i sindaci perché loro sono i testimoni delle comunità. È una battaglia di civiltà che deve coinvolgere tutti a cominciare dalla prevenzione, poi nella fase repressiva e quindi nel sostegno alle donne e ai figli. Il protocollo che stiamo firmando candida Viterbo ad essere una provincia leader in questo settore''.

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