ANNO 16 n° 275
Presunti abusi su una bambina di 6 anni a Civita Castellana, ascoltata in aula la madre
L'episodio risale a circa 5 anni fa. ''Accarezzata e baciata in bocca'', ha raccontato la donna
10/07/2024 - 08:23

CIVITA CASTELLANA - Finisce in tribunale la vicenda di una bambina, di 6 anni all’epoca dei fatti, che sarebbe stata abusata da un uomo ubriaco, il 43 enne rumeno I. C. C., a Civita Castellana: l’episodio risale al 22 ottobre 2019, ma avrebbe dei precedenti. La madre della piccola, rumena anche lei, ha raccontato in aula che il 43enne “si fissava a guardare mia figlia, che è carina e aveva i capelli lunghissimi”: l’uomo sarebbe stato molesto anche in altre circostanze.

Ci sarebbe di più: “Le diceva di essere bellissima – ha aggiunto la donna - e spesso me lo trovo intorno, anche al supermercato''. Nell’udienza di ieri, dopo essersi costituita parte civile tramite l’avvocato Walter Pella, la madre della bambina è stata ascoltata dai giudici e ha riportato quanto avvenuto in quel pomeriggio di circa 5 anni fa: ''Ci ha fermate per strada con la scusa di conoscere mio fratello. Era ubriaco fradicio da non reggersi in piedi e puzzare di alcol da lontano. Ha iniziato ad accarezzare i capelli di mia figlia. Poi, all'improvviso, si è abbassato e l'ha baciata in bocca. Mia figlia si è nascosta dietro di me – ha raccontato - e io ho detto all'uomo come si fosse permesso per poi andarmene''.

Pur senza testimoni dell’accaduto, la 36enne ha sporto denuncia contro I. C. C., padre di famiglia difeso dall'avvocato Silvia Grassi. La madre della piccola ha avuto paura per la sua salute: 'Ho temuto che mia figlia – ha rivelato - iniziasse ad avere gli incubi di notte. Invece, dopo avermi chiesto cosa fosse successo e cosa volesse quell'uomo, non ne ha più parlato. Per fortuna, sta bene'. Per la pm Paola Conti, titolare del fascicolo di indagine, la bambina è stata 'costretta a subire atti sessuali'.

La corte di assise presieduta da Francesco Oddi ha rinviato l'udienza al 16 settembre per l'ascolto dei testimoni della difesa, tra cui la moglie dell'imputato. “La sera dello stesso 22 ottobre – ha affermato la madre della piccola - mi è arrivato un messaggio su Facebook riconducibile alla donna (la moglie del 43enne, ndr) in cui era scritto: 'Stai attenta ragazzina che sappiamo chi sei'”.

La bambina non è stata sentita in incidente probatorio durante le indagini. I giudici hanno deciso di affidare alla psicologa e psicoterapeuta Marilena Mazzolini una perizia psicologica per stabilire, in aula e in forma protetta, la sua capacità a testimoniare.






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