

VITERBO – (ale.s.) “Assolto per insufficienza di prove”. Finisce così la vicenda giudiziaria che ha visto protagonista un uomo di Calcata, P.P. di 53 anni, finito sul banco degli imputati con l’accusa di violenza sessuale su minore.
P.P., in particolare, era stato denunciato nel 2003 da una coppia di vicini per aver molestato il loro bambino che, all’epoca dei fatti, aveva sette anni.
Il minore, in particolare, insieme ad altri coetanei si recava spesso a giocare dal 53enne perché aveva una piscina gonfiabile nel giardino della sua casa. Fino a quando un bambino si ferisce accidentalmente e P.P., che non vuole prendersi responsabilità, dice ai ragazzini che per andare a giocare a casa sua avrebbe voluto un’autorizzazione da parte dei genitori.
All’indomani i genitori del bambino sporgono denuncia e, pochi giorni dopo, P.P. verrà arrestato per presunti abusi.
La difesa ha sempre sostenuto che la storia fosse stata inventata di sana pianta per ripicca, anche perché non “c’è mai stato uno straccio di prova a conferma che il bambino sia stato vittima di molestie da parte del mio assistito”.
Concorde anche la pubblica accusa, rappresentata da Renzo Petroselli, che si è associata alla richiesta di assoluzione dall'avvocato Natale Fiorentini.
Richiesta che, questa mattina, è stata accolta dal collegio penale composto dai giudici Franca Marinelli e Italo Centaro, che hanno ritenuto gli elementi di prova “non totalmente esaustivi rispetto alle contraddizioni del minore sui luoghi della presunta violenza”.