


VITERBO - Prosegue in tribunale a Viterbo il processo a carico di un uomo di circa settant’anni, accusato di violenza sessuale nei confronti di una donna quarantenne. Nell’ultima udienza è stato ascoltato il figlio dell’imputato, chiamato a testimoniare dalla difesa.
Secondo quanto emerso in aula, i fatti risalirebbero al 26 marzo 2024, quando la donna si sarebbe recata presso l’azienda agricola dell’uomo, situata nel comprensorio del lago di Bolsena, per chiedere informazioni su un eventuale gatto da adottare per il figlio.
Il figlio dell’imputato ha riferito di aver ricevuto una telefonata dal padre proprio quella mattina, nella quale gli veniva chiesto se avesse a disposizione cuccioli. “Gli ho risposto di no e la conversazione si è conclusa lì”, ha dichiarato, aggiungendo che l’azienda si trova in una zona non isolata e facilmente accessibile.
Diversa la ricostruzione della presunta vittima, costituitasi parte civile con l’avvocata Daniela Fieno. La donna sostiene di essere stata vittima di avances esplicite e di un’aggressione a sfondo sessuale da parte dell’imputato, che avrebbe tentato di baciarla e di costringerla a un contatto fisico non consenziente.
Secondo quanto riferito in aula dai familiari, la donna avrebbe subito un forte peggioramento delle proprie condizioni psicologiche dopo l’episodio, aggravando un quadro già segnato da stress post traumatico legato a un precedente incidente stradale.
I carabinieri intervenuti hanno spiegato di aver identificato rapidamente l’uomo, anche grazie ai filmati di videosorveglianza che avrebbero confermato la presenza dell’auto della denunciante nella zona negli orari indicati.
L’imputato è assistito dall’avvocata Valeria Vincenzoni. Il procedimento riprenderà ad aprile con le dichiarazioni spontanee dell’imputato e l’audizione del consulente medico di parte Giuseppe del Signore. La sentenza è attesa per il mese di maggio.