ANNO 16 n° 272
Preso a manganellate per aver difeso la fidanzatina, già libero l’aggressore
Su di lui le accuse di lesioni gravi e porto abusivo di arma bianca
28/08/2018 - 14:20

VITERBO – Avrebbe ricevuto diverse manganellate in testa per aver difesa la fidanzatina dalle avances di un 27enne. Per questo M.M. lunedì sera è finito in ospedale e il suo aggressore, il viterbese S.F., dritto nelle aule di tribunale.

Su di lui le accuse di lesioni aggravate e porto abusivo di arma bianca. Questa mattina il processo per direttissima: molti i testimoni ad attendere nei lunghi corridoi degli uffici di via Falcone e Borsellino, ma di loro nessuno è stato ascoltato dal giudice Roberto Colonnello. Bisognerà attendere la prossima udienza di settembre per ricostruire nel dettaglio ciò che sarebbe accaduto al Sacrario nella tarda serata di ieri. E ricostruirlo attraverso le parole e i ricordi di chi era presente in quei momenti.

Intanto per l’aggressore, dopo la convalida dell’arresto, nessuna misura cautelare: è già libero.

Secondo i primi, frammentari racconti, il 19enne M. avrebbe ricevuto un forte colpo in testa con un tubo di ferro, per aver difeso la fidanzatina, sua coetanea, dalle continue e fastidiose provocazioni di S., che a lungo, nel corso della serata avrebbe fatto apprezzamenti sul fisico e sull’aspetto della giovane.

''Falla finita'', gli avrebbe intimato la vittima. E poi il colpo. L’aggressione violenta e inaspettata, che lo ha fatto finire in pronto soccorso.

Ora per quella spranga di ferro, considerata una vera e propria arma bianca, S. dovrà rispondere di porto abusivo. Oltre che di lesioni aggravate.

Se ne riparlerà il 21 settembre, quando con ogni probabilità il giovane, assistito dal suo legale l’avvocato Manuela Barbone, opterà per un rito alternativo. Un patteggiamento o un rito abbreviato che in caso di condanna gli consentirà di ottenere lo sconto di un terzo della pena.






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