ANNO 16 n° 274
Presidenza Pd: nulla elezione Fabbrini
Non ha ottenuto il 50% più uno dei voti dell'assemblea provinciale, si rivota lunedì
06/03/2012 - 18:22

VITERBO - L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare. L’elezione di Aldo Fabbrini, una vita da fioroniano, alla presidenza del Pd è come se non è mai avvenuta. Il buon Aldo ha infatti ottenuto 99 voti, 11 in meno di quelli necessari a raggiungere quota 50% più 1, fissata dallo statuto del partito affinché il voto sia valido.

L’assemblea provinciale, formata da 219 membri, è stata riconvocata per il pomeriggio di lunedì prossimo. Resta da vedere se Andrea Egidi e compagni riusciranno a portare alle urne almeno 110 aventi diritto che votino tutti per Fabbrini. L’altro ieri hanno partecipato in 132, ma 29 hanno votato per Cristina Antonelli della mozione Bachelet e 4 hanno infilato la scheda bianca nell’urna.

Un incidente che rischia di mettere subito a repentaglio la ritrovata unità, almeno formale, nel Pd viterbese. Unità costruita intorno al sostegno alla candidatura di Enrico Gasbarra alla segreteria regionale del partito.

Già oggi, tra le correnti di maggioranza, Sposetti, Parroncini, Fioroni e Panunzi, c’è stata una certa tensione. Ognuno avrebbe accusato più o meno velatamente l’altro di non aver sollecitato abbastanza i propri rappresentanti in assemblea affinché partecipassero al voto. Tensione che potrebbe deflagrare qualora lunedì si dovesse verificarsi un altro flop.

Per evitarlo sono già al lavoro gli sherpa delle varie correnti. Lo statuto, infatti, consente alla commissione congressuale di fissare le regole per l’elezione. Quindi, al contrario di quanto è stato fatto l’altro ieri, può stabilire che sia sufficiente la maggioranza assoluta dei partecipanti e non quella degli aventi diritto. Ci sarebbe però chi ritiene che ricorrere all’abbassamento di fatto del quorum sarebbe un segno di debolezza da parte della maggioranza. Inoltre, i fioroniani vorrebbero verificare il tasso di lealtà del resto della maggioranza attraverso la mobilitazione dei rispettivi rappresentanti in assemblea a sostegno di Fabbrini.

Se la ridono, invece, quelli della mozione Bachelt che hanno scoperto la magagna, costringendo i responsabili del seggio elettorale a prendere atto della nullità dell’elezione.

Intanto, al buon Aldo, una vita da fioroniano, non resta che aspettare. E sperare.






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