

VITERBO - Inciviltà, incuria e mancanza di rispetto verso i cittadini: questi i motivi della denuncia di Ugo Poggi, capogruppo viterbese di IoApro Rinascimento (la lista di Vittorio Sgarbi), agli organizzatori e partecipanti del TusciaPride. La causa scatenante della presa di posizione? Una Viterbo tappezzata nelle strade di profilattici abbandonati, di cui si è riempita dopo l’iniziativa non lasciando spazio a dubbi.
La stessa lista Rinascimento si era fatta promotrice del TusciaPride alla sua vigilia, denunciando gli atti vandalici commessi sulle bandiere della comunità LGBTQ+, esposte per la celebrazione anche da esercenti commerciali. Le parole di Poggi, però, sembrano far luce su una tematica percorsa di rado: quella del rispetto reciproco che include senza definire e che non autorizza alla negligenza le categorie più vessate.
I luoghi più invasi dai preservativi? La zona antistante la frutteria di Via Cavour, Piazza del Plebiscito, la camminata sotto i portici del Comune, i tavolini e le sedie dei bar e l’inizio di Via Roma. Poggi sostiene la crucialità della reciproca compensazione tra gli ideali di fratellanza e l’importanza del decoro pubblico, riferendosi anche ai bambini che potrebbero incappare nello “spettacolo”.
Viterbo si presta a manifestazioni con questa particolare coloritura? È certo che l’uguaglianza tra i cittadini è universale e insindacabile, così come, secondo il capogruppo di Rinascimento, lo sono il senso civico e la tutela del bene pubblico.