ANNO 16 n° 274
Presentato il libro ''Veterane. Storia di donne e di fabbrica''
Storie di vita delle tante ceramiste
che lavorarono nel settore delle stoviglierie
14/04/2013 - 11:13

VITERBO - ''Ho trascorso bei momenti in fabbrica, eravamo solidali e i datori di lavoro ci hanno sempre rispettato. Abbiamo raggiunto molte conquiste tra cui la maternità, poi con la crisi sono arrivati momenti difficili. Io conservo ricordi belli, quelli brutti sono pochi e li metto da parte''. Questa è la testimonianza di Maddalena, una delle tante ceramiste civitoniche che lavorarono nel settore delle stoviglierie, oggi quasi completamente scomparso nel polo industriale di Civita Castellana. Le loro storie sono racchiuse nel libro ''Veterane. Storie di donne e di fabbrica'' di Flavia Tronti e Laura Guglielmo, presentato sabato 13 aprile presso Spazio Catalano.

La pubblicazione, patrocinata dal Comune di Civita Castellana e realizzata grazie al contributo di Ceramica Flaminia, Centro Ceramica Civita Castellana, Saturnia, Kerasan, Gemica e Stand & Stand al supporto tecnico della Cooperativa Sociale Passaggi e di SOI Comunicazione, racchiude una serie d’interviste ad un gruppo di donne, ex operaie del settore stoviglierie che, per cinquant’anni, hanno vissuto la fabbrica come luogo di lavoro, attraversando la nascita, l’evoluzione e l’epilogo di tale settore produttivo nel nostro territorio.

''Il libro racconta aneddoti, storie di vita delle persone che hanno vissuto la fabbrica – spiegano le due autrici – abbiamo cercato di offrire diversi punti di vista e, soprattutto, esempi di coraggio di chi è stata madre lavoratrice. Ognuna delle ceramiste intervistate aveva tantissimo da raccontare, come se avvertissero l’esigenza di lasciare una testimonianza che pian piano è venuta fuori. Nel libro c’è tutto, c’è il bene e il male, il ricordo positivo e quello negativo che, nelle varie storie dialogano tra loro. Ringraziamo sentitamente tutte le donne che si sono esposte e che ci hanno raccontato la loro storia''.

All’evento hanno partecipato, oltre alle due autrici, il prof. Giancarlo Monina docente dell’Università degli Studi Roma Tre, il dott. Augusto Ciarrocchi presidente della Ceramica Flaminia, il sindaco Gianluca Angelelli e una numerosa parte della comunità di Civita Castellana.

Preciso e dettagliato l’intervento del prof. Monina, autore dell’introduzione del libro. ''Queste storie, questi percorsi autobiografici, rappresentano delle fonti orali che sono diventate fondamentali, abbiamo vissuto tanti cambiamenti e per capirli è importante raccontare delle storie. Una possibilità di futura per Civita Castellana passa attraverso la memoria delle storie raccontate nel libro. Nella mia introduzione ho utilizzato un paradosso, la ''nostalgia della polvere'' questo per mettere in risalto il fatto che, nonostante i racconti di queste donne parlano di dolore, fatica nel lavoro in fabbrica, dalle loro testimonianze emerge come il luogo di lavoro sia stato un luogo di cultura, di relazioni e solidarietà tra donne. La memoria ha trasformato la polvere in un simbolo di vita comune''.

''Si tratta di un bel lavoro e l’auspicio è che non rimanga un episodio isolato – commenta il dott. Augusto Ciarrocchi – a mio avviso non si tratta tanto della nostalgia della polvere ma bensì del suo odore che rimane impresso per millenni. Sarebbe opportuno approfondire ulteriormente l’argomento e capire come sarebbe stato il futuro se il settore delle stoviglierie non fosse scomparso, quale sarebbe stato il rapporto tra la donna, il lavoro, la famiglia e i figli e quindi come sarebbe stata la comunità civitonica. A mio parere questo è un libro che dovrebbero leggere tutti i civitonico, il problema è capire come siamo diventati oggi e come sarebbe stato se non fosse successo questo cataclisma''.

È intervenuto anche il sindaco Angelelli che ha ribadito l’importanza del libro per tutta la comunità civitonico legata al filo conduttore della ceramica. ''Il libro è molto toccante e, ricollegandomi al discorso di Augusto Ciarrochi, leggendolo ho ricordato l’odore della fabbrica, un ricordo che fa parte della mia infanzia e che mi ha riconciliato con il mio passato e la mia storia. Il libro racconta la storia delle nostre madri ed è fondamentale iniziare a raccontarci. Oggi, la paura che scompaia anche il settore dei sanitari ci attanaglia, oggi le persone hanno paura e questo terrore lo vivono soprattutto i figli che non riescono a trovare un lavoro. È importante ricostruire un senso di comunità ed il libro, con le sue storie, è fondamentale per capire che la comunità di Civita Castellana è legata ad un filo conduttore che oggi deve ritrovare per far fronte all’emergenza''.






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