



VITERBO – L'industria della ceramica come motore trainante della storia sociale, politica ed economica di Civita Castellana e di tutto il quadrante orientale della provincia di Viterbo. E' questo il tema del nuovo libro di Augusto Ciarrocchi, dal titolo “L'industria della Ceramica a Civita Castellana – Fabbriche e Ceramisti dal 1792 al 1929”.

Presentato nella mattinata di Mercoledì 22 Novembre presso la sede di Unindustria. Ad introdurre l'evento il presidente di Unindistrustria Viterbo, Sergio Saggini: “Dalla storia narrata nel libro, che oggi presentiamo, si evince il concetto di responsabilità sociale d'impresa. Le aziende detengono un valore importantissimo nella cura del territorio. E' il sogno dell'imprenditore, che prendendo vita, si ripercuote positivamente sul tessuto sociale ed economico della città.”

Protagonista della presentazione, l'autore del libro, Augusto Ciarrocchi: “La ceramica è un elemento fondamentale della storia italiana perché la materia prima per fabbricarla è presente ovunque. A Civita Castellana nasce l'industria del settore perché nel 1700, una moda sulla fabbricazione della ceramica proveniente dall'Inghilterra e che aveva attecchito sul territorio, porta lo Stato della Chiesa a fondare la 'Fabbrica Pontificia'. Dopo di che, un gruppo di imprenditori, con il passare degli anni, svilupparono un tessuto produttivo presente ancora oggi.”
“Il tempo e le crisi economiche hanno, poi, cambiato i connotati di questa industria – continua Augusto Ciarrocchi – Prima della grande depressione del 1929, si esportavano soprattutto ceramiche artistiche. Con il passaggio della crisi si è cambiato indirizzo verso la produzione di ceramica sanitaria”
Ciarrocchi ha anche ricordato il professore di storia dell'arte Giorgio Filini, i cui scritti sono stati inseriti nel libro. “Giorgio Felini è stato un amico. Con Lui c'era una comunanza di interesse sulla storia della ceramica a Civita Castellana. Mi propose più di dieci anni fa di lavorare insieme. Era depositario di una miniera di informazioni storiche. Inizialmente il nostro progetto prevedeva che Lui si sarebbe occupato della storia fino alla seconda metà del 1800. Ma purtroppo si ammalò. Quando, passato il periodo del Covid, ero pronto per lavorare sul libro, Lui se ne andò. - ricorda un commosso Ciarrocchi – Ho voluto comunque inserire nell'opera alcuni dei suoi scritti sulle origini dell'industria a Civita Castellana.”

L'autore ha spiegato il modo con cui ha recepito le informazioni poi riportate nel volume. “Mi sono letto i registri anagrafici che vanno dal 1871 alla seconda guerra mondiale. Ho potuto avere, così, una fotografia sul tessuto sociale di Civita. Nei registri civili veniva riportato anche il mestiere degli abitanti. Ho potuto ricostruire le trasformazioni della città. Il passaggio dal mestiere del vasaio a quello del piattaio, sostituito successivamente dall'impiego del ceramista.”

Presente anche Silvia Valentini, direttrice del Museo della Ceramica di Viterbo: “La ceramica è arte in tutte le sue manifestazioni. Civita Castellana è il primo comune del Lazio per produzione di ceramiche. Questa vocazione artstica è presente nella storia della città, qui venne istituita la scuola che formava le giovani donne che poi dipingevano le creazioni. Il libro è una fotografia della storia del territorio, si parla di economia e politica risaltando il processo che ha portato alla Civita Castellana di oggi. Leggendo il libro sono rimasta sorpresa, credevo di avere tra le mani un testo universitario”