

Si chiama 'Mike', e non è difficile indovinare il perché, il primo dispositivo antifurto funebre presentato al Salone del lusso di Verona.
Il nome è un acronimo, ma è impossibile non pensare al fatto di cronaca che ha riguardato il celebre conduttore Mike Bongiorno, la cui bara è stata rubata dal cimitero di Arona e mai restituita ai familiari.
A proporre il singolare progetto è un'azienda bergamasca, la Art Funeral Italy, che ha pensato a un antifurto da inserire nella bara per andare incontro alle esigenze dei clienti.
Inutile dirlo, ma a rivolgersi all'azienda sono principalmente ricchi e vip di tutto il mondo e in particolare russi e giapponesi.
Per tutti il timore è uno soltanto, cioè che il feretro del proprio congiunto possa essere trafugato.
Il dispositivo trasmette un segnale alle forze dell'ordine in caso di intense vibrazioni, segno che la bara è stata spostata o, in caso di miracolo, che il morto non sia davvero deceduto.
L'antifurto basato su tecnologia gprs e gsm può essere applicato anche alle urne funerarie.
LaPresse