

VITERBO - Due donne nomadi sono state arrestate ieri, 22 febbraio, dai carabinieri di Tarquinia per riciclaggio, detenzione di arnesi da scasso, guida senza patente e uso di documenti falsi. Le indagini de carabinieri, guidati dal lungotenente Girelli, sono partite dai numerosi furti messi a segno negli ultimi tempi dai cosiddetti “topi d’appartamento”. Le due donne, di origine slave e di incerta nazionalità hanno 39 e 31 anni.
Proprio ieri, dopo aver ricevuto segnalazioni nei giorni precedenti su un furgone bianco che era stato visto aggirarsi nei pressi di abitazioni isolate, i militari hanno intercettato e bloccato il mezzo sulla strada provinciale Porto Clementino.
Dal controllo sono subito emerse delle anomalie sia sul veicolo che sui documenti in loro possesso. Le due donne, infatti, con tre figli minorenni al seguito, avevano a carico numerosissimi precedenti penali per reati contro il patrimonio ed erano alla guida di un furgone con targa croata.
Al momento del controllo hanno mostrato un libretto di circolazione rilasciato dalle autorità bosniache, cercando di far credere che Zagabria, a cui si riferiva la targa, fosse una città della Bosnia Erzegovina e non la capitale della Croazia.
A seguito di questo errore, i carabinieri, procedendo a più' accurati accertamenti, hanno così scoperto che il furgone su cui viaggiavano era stato in realta' rubato lo scorso mese a Roma, precisamente a Torpignattara, e le targhe, invece, erano state rubate l'anno prima a Torvaianica.
Gli investigatori sono risaliti alla verità analizzando bene le targhe e il numero di telaio del mezzo, che da un primo controllo alla banca dati risultavano 'pulite'. Le targhe, si è scoperto poi, erano state alterate ribattendo alcuni numeri.
Anche l'assicurazione del mezzo è risultata contraffatta, mentre la patente era chiaramente fotocopiata con tanto di denuncia di smarrimento dell'originale.
Dentro al furgone, ancora da riempire di refurtiva, le due donne nascondevano un vero e proprio kit del piccolo scassinatore, composto da piedi di porco, cesoie, palanchini, tenaglie e quant'altro serve per forzare porte e finestre degli appartamenti.
Le due donne arrestate si trovano ora al carcere di Civitavecchia con l'accusa di riciclaggio, detenzione di arnesi da scasso, guida senza patente e uso di documenti falsi.