

VITERBO - Prende un cappotto per sbaglio, denunciata e poi assolta.
Accadde tre anni fa quando un avvocato che aveva depositato il suo cappotto su una panca in Tribunale davanti alle aule dei giudici civili, non lo ritrovò e subito sporse denuncia agli agenti presenti nel Palazzo di Giustizia.
Era indispensabile una formale denuncia perché nelle tasche erano presenti le chiavi di casa e dell’auto.
Immediate le indagini. Mediante la videoregistrazione presente nei locali del Tribunale fu presto accertato che a prelevare l’indumento era stata una signora. Rintracciata e fermata, riconsegnò il cappotto al suo proprietario, ma ormai la denuncia era partita. Il reato di furto prevede procedibilità d’ufficio.
Pertanto, questa signora rinviata a giudizio per furto aggravato, ha subito il processo davanti al giudice monocratico dr. Cappelli del Tribunale.
La parte offesa, testimone dell’accusa non ha fornito particolari oltre quelli a suo tempo verbalizzati. L'imputata difesa dall’avv. Paoletti ha confermato di essersi sbagliata nel prelevare il capo, comunque lasciato disinvoltamente su una panca, per cui, appena fermata ed identificata, lo restituì e nulla del contenuto nelle tasche era stato tolto.
Non è stato difficile per il giudice convincersi che nel processo non era stata raggiunta con ragionevole certezza la responsabilità dell’imputato, quindi, assoluzione, nonostante la Procura ne avesse chiesto la condanna.