

di Roberto Pomi
VITERBO – ''Ci auguriamo che il nostro arrivo segni un passaggio per tutti, una nuova nascita della vita del monastero di santa Rosa. Il rinascere è il senso più profondo del Natale. Ci spenderemo per mantenere viva e sempre più forte la parola della santa patrona tra i viterbes,i e vogliamo che la gioia dell’esempio di santa Rosa sia sempre viva e rinnovata per tutti'', questo il messaggio di auguri alla città delle suore alcantarine. A fare da portavoce è suor Maria Angela.
Per loro è il primo Natale a Viterbo. Ieri mattina siamo andati al monastero per incontrarle e farci raccontare cosa faranno.
E' mezzogiorno, e sulla salita che porta alla chiesa salgono i fedeli. A conferma di un legame che va oltre il 3 settembre. Arrivano persone anziane ma anche qualche famiglia, a giudicare dalle targhe delle macchine da dove scendono probabilmente viterbesi residenti fuori città tornati per le feste in famiglia.
Suona il citofono e ci apre il portone del monastero suor Francesca, l’animatrice di comunità (cioè la responsabile, come per le clarisse è la badessa). E’ tutta indaffarata, stanno pulendo. Sono arrivate da pochissimi giorni, poco più di una settimana. Trascorreranno in quattro i giorni di festa. Suon Francesca e suor Maria Angela, che sono le due subentrate alle clarisse, più due consorelle di passaggio. Da gennaio arriveranno altre alcantarine, quante lo deciderà suor Ester, la responsabile dell’ordine che si trova in Nicaragua.
Cerchiamo di conoscere il loro menù della vigilia e di oggi. Suor Maria Angela ride e risponde: ''Non diamo importanza a queste cose, mangiamo quello che abbiamo in dispensa. Poi siamo indaffarate a sistemare, siamo appena arrivate e dobbiamo ancora organizzarci. Per noi è un Natale di passaggio, in tutti i sensi''. E’ visibilmente sorpresa dalla domanda e anche divertita e ritorna sulla risposta: ''Mangeremo come sempre, senza cose particolari. Natale è una festa dello spirito''. Sorride.
Alle 23,15 la messa di Natale in basilica. Tre liturgie nella giornata di oggi: alle 8, alle 11 e alle 18. Le due sorelle, custodi ora del corpo di santa Rosa, immaginano un monastero sempre più aperto alla città e ai viterbesi, soprattutto ai giovani. ''E’ quello che facciamo anche altrove'', ci spiegano. Poi suor Maria Angela tocca un tasto delicato, battuto diverse volte in questi giorni: ''Ho sentito che qualcuno sarebbe preoccupato del tesoro di santa Rosa, mi sento di rasserenare gli animi e confido che al monastero possano aumentare le cose belle. Comunque ci sarà tempo per conoscerci e capire la nostra opera, per ora auguriamo a tutti i viterbesi un Natale di gioia''. Buon Natale a voi, sorelle, e benvenute.