ANNO 16 n° 272
Poste Italiane, lunedì 3 giugno sciopero dei lavoratori
''Basta al taglio dei posti, si torni a dare un servizio di qualità''
30/05/2019 - 10:05

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo dai Lavoratori autorganizzati Poste Italiane:

Lunedì 3 giugno i sindacati di base hanno indetto un giorno di sciopero dei lavoratori di Poste Italiane.

Noi lavoratori sciopereremo per molti motivi: per contrastare il continuo taglio di posti di lavoro, sono 10000 i posti di lavoro in meno previsti da questa riorganizzazione; perchè si torni a dare un servizio costante e capillare con la qualità che avevamo raggiunto prima di questa assurda riorganizzazione; per i cittadini che vedono la loro corrispondenza non 'a giorni alterni' ma, alcune volte, a settimane alterne; perché finiscano, nel settore Bancoposta, le continue pressioni commerciali per il raggiungimento di obiettivi sempre più sproporzionati che vengono assegnati sulla base di una vasta e crescente gamma di prodotti finanziari da piazzare indiscriminatamente in qualsiasi segmento della popolazione; perchè chi lavora con un contratto a tempo determinato, in una società per azioni controllata dallo Stato Italiano, lavori con gli stessi diritti di tutti gli altri e non sotto il ricatto aziendale di una riconferma con carichi di lavoro ed orari esagerati.

Il sindacalismo di base, insieme all'Associazione Consumatori Utenti, sta perseguendo l'obiettivo del ritiro del recapito a giorni alterni ed ha invitato i sindaci ed i consigli comunali (anche quello di Viterbo e di alcuni paesi della provincia) a schierarsi ancora una volta contro l'attuale organizzazione postale ed a partecipare il 3 giugno alla manifestazione nazionale con presidio sotto la sede di Poste Italiane a viale Europa.

Vogliamo che Poste Italiane torni a garantire un servizio pubblico tutti i giorni ed uguale per tutti, che renda centrale il fatto che il servizio pubblico postale non può essere immolato alla logica del profitto restituendo alla comunità la vocazione originaria e sociale di poste italiane e che rimetta al centro l'occupazione, la lotta alla precarietà e la dignità dei lavoratori, non più carne da macello, ma al servizio dei cittadini.






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