ANNO 16 n° 274
Portò via 40mila euro a pensionata, parroco di Nepi rinviato a giudizio
Circonvenzione d'incapace il reato ipotizzato
dal pubblico ministero contro don Giovanni Concordia
07/03/2013 - 04:00

VITERBO - Approfittando delle sue precarie condizioni psicofisiche le avrebbe portato via circa 40 mila euro ed ora è stato rinviato a giudizio con l'accusa di circonvenzione di incapace.

Protagonista un anziano sacerdote di Nepi che avrebbe approfittato di una maestra in pensione, anche lei originaria di Nepi, che per anni aveva lavorato a Rignano sull'Arno, in provincia di Firenze.

Ieri il gup del tribunale di Firenze Tommaso Picazio ha disposto il rinvio a giudizio del sacerdote, don Giovanni Concordia, 83 anni. Secondo l'accusa, sostenuta dal pm Filippo Focardi, il prete approfittando delle precarie condizioni psicofisiche della donna che era tornata a vivere nel suo paese d'origine, più volte l'accompagnava a Figline Valdarno dove lei aveva mantenuto il conto corrente.

Da settembre 2009 al 2012, quando la donna è morta, ci sarebbero stati prelievi per 80 mila euro e, sempre lei, avrebbe firmato assegni per circa 20 mila euro. Di questo denaro circa 40 mila euro sarebbero finiti nelle tasche del sacerdote che si è sempre difeso sostenendo di aver usato i soldi dell'anziana per assisterla, perché era trascurata dai parenti.

Ad accorgersi dei prelievi frequenti e degli soldi spariti dal conto era stato uno dei due figli della maestra, al processo rappresentati dagli avvocati Diego Perugini, del foro di Roma, e Claudia Berti, del foro di Firenze.

Il processo è stato fissato per il 15 ottobre 2013.

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