ANNO 16 n° 274
Porto di Marta, due consulenti tecnici nel processo al sindaco
Maurizio Lacchini alla sbarra con la consigliera Lucia Catanesi e il dirigente comunale Giacomo Scatarcia
18/12/2019 - 06:42

MARTA - (b.b.) Lavori di ristruttarazione e ampliamento del porto di Marta, al via il processo per il sindaco Maurizio Lacchini, la consigliera Lucia Catanesi e il dirigente comunale Giacomo Scatarcia.

La prima udienza di ammissione prove ieri mattina, di fronte al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei: assenti gli imputati, difesi dagli avvocati Carlo Mezzetti, Giovanni Labate e Roberto Massatani.

I tre imputati devono rispondere a vario titolo di abuso d'ufficio tramite falso ideologico e alcune violazioni alla normativa ambientale, per cui le difese, dato il ripristino dell'area, hanno chiesto l'estinzione del reato.

Al centro del processo i lavori di ristrutturazione e ampliamento del porto di Marta, finanziati dalla Regione Lazio con fondi europei: secondo la procura, che nel 2018 chiese il sequestro della banchina, non avrebbero dovuto aumentare la capacità ricettiva del porto - nel quale le barche, essendo turistico, non possono entrare -, ma avrebbero dovuto procedere solamente con un'opera idraulica a protezione della darsena esistente.

Eppure dopo l'inaugurazione del molo a maggio del 2016, le barche avrebbero iniziato ad attraccare al porto, pagando un canone di ormeggio al Comune di Marta, che per la procura sarebbe stato ''tutt'altro che dovuto'' e soprattutto causando ''conseguenze negative sull'ecosistema'' a causa del transito di mezzi, sversamento di carburante e liquidi nelle acque del lago di Bolsena.

A spiccare nella lista dei testimoni delle difese due consulenti tecnici, chiamati in aula dai legali dell'ex sindaca Catanesi e del dirigente comunale Scatarcia. Deporranno in aula, solamente dopo i testi dell'accusa, che si dovrebbero concludere a metà luglio del 2020.




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