ANNO 16 n° 273
''Porto clementino'' ospita la commedia napoletana
In scena ''Duie marite ‘mbrugliune'', regia di Iolanda Zanfrisco
03/08/2013 - 14:37

La rassegna Porto Clementino Festival osospita la commedia napoletana. Infatti domenica 4 agosto alle 21,30 la Compagnia Ante e Go di Civitavecchia presenta la commedia “Duie marite ‘mbrugliune”, regia di Iolanda Zanfrisco. Un piccolo successo per il direttore artistico Giorno Granito, con la collaborazione di Annibale Izzo, organizzata nell’ambito della manifestazione Lazio Festival e patrocinata dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Viterbo, dal Comune di Tarquinia e dall’Università Agraria di Tarquinia. patrocinato dalla Regione Lazio ed accolto dalla Provincia di Viterbo e dal Comune di Tarquinia.

Dopo i numerosi consensi di pubblico e di critica ottenuti con lo spettacolo “Ce penza mammà” di Gaetano di Maio che hanno permesso di vincere al Premio Colosseo 2012 ben tre premi e quattro nomination, Iolanda Zanfrisco ritorna con un’altra esilarante commedia napoletana scritta da Eduardo Scarpetta, il più importante attore e autore del teatro tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, specializzato nell'adattare in lingua napoletana le pochade francesi; tra cui proprio Duje marite 'mbrugliune, tratto dalla commedia Les Dominos roses di A.N. Hennequin e Delacour.

Questa commedia, ambientata in una Napoli primi 900 racconta la storia di due mogli, donna Lucia, Rosaria Valery e l’ingenua Rosina, Anna Mele, sospettose dei propri mariti, lo sciupa femmine don Enrico, Vincenzo di Sarno e un integerrimo lavoratore don Felice, Nicola Cioffi.

Le due donne decidono di metterli alla prova allestendo un allettante tranello al quale solo chi veramente armato di sincera fedeltà potrà sfuggire. Con l’aiuto di Giulietta, Marilena Autuoro, una intrigante cameriera, la storia si arricchisce di personaggi e colpi di scena con l’arrivo dello spassosissimo don Michele, Vincenzo Coppolino, vittima della pedanteria della moglie donna Anastasia, Iolanda Zanfrisco ed il giovane nipote scapestrato Peppiniello, Carlo Zarrelli.

Il tranello si sviluppa e prende vigore in un crescendo di equivoci e di situazioni comiche e paradossali, nella hall del Salone Margherita, a Napoli, tra il fascino dell’avvenente Claretta Bon Bon, una entreneuse tutto sale e pepe, Nicoletta De Paolis, ed i titolari del Salone, donna Elvira, una energica Anna Rita Crisostomi, l’immancabile Pulcinella nelle vesti di Totonno , perennemente ubriaco, Carlo Zarrelli che , senza prendersela troppo canta con allegria, poi c’è l’ormai veterana Francesca Annovazzi una una spigliatissima Maruzzella, ed il servo tutto fare Gennarino , Gennaro Donti.

Come sempre nelle opere di Scarpetta gli equivoci si chiariscono e tutto si risolve nel classico lieto fine. Anche in quest’opera viene ribadita la cifra del teatro di Scarpetta che non ha grande profondità di pensiero ma un grande obiettivo: far ridere. E la risata deve essere immediata, deve partire fragorosa mentre la ragione riposa. I personaggi hanno tutti una precisa connotazione, ciascuno rispetto al proprio ruolo; e ciascuno cresce e prende corpo fino ai limiti di un efficace innesto nei meccanismi della trama. Ogni particolare è poi curato con estrema minuzia, dallo scenografo Salvatore Agnello e dai costumi di Iolanda Zanfrisco, erede della famosa sartoria teatrale di Peppe Zanfrisco, Chicosescosa. Ancora una volta, l’intento della Compagnia Teatrale ‘ANTA & go! è quello di continuare a divertire il suo pubblico con un genere di teatro dove il sorriso e il buon umore la fanno da padroni.

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