ANNO 16 n° 275
Politiche europee, aperto il dialogo tra Bruxelles e il distretto della ceramica
Gli europarlamentari Sberna e Cavedagna incontrano gli imprenditori: 'Le vostre istanze saranno le nostre prioritą'
Alessandra
22/02/2025 - 07:48
di Alessandra Sorge

CIVITA CASTELLANA - La partita sul futuro della ceramica italiana si gioca tra sostenibilità e competitività. Lo sanno bene gli imprenditori, lo sa bene la politica. Per questo giovedì pomeriggio, presso l'Aldero hotel, si è tenuto un incontro organizzato dal gruppo Ecr al parlamento europeo con gli onorevoli Antonella Sberna e Stefano Cavedagna per ragionare sul futuro del settore in vista del nuovo piano industriale europeo. Presenti Mauro Rotelli, presidente della commissione ambiente alla camera, Augusto Ciarrocchi, presidente Confindustria ceramica, Giuseppe Crea direttore di Federlazio, Graziano Verdi presidente federazione europea produttori piastrelle, Armando Cafiero direttore generale Confindustria, Carlo Capozucchi presidente Centro ceramica, Antonio Sini presidente Apea, Marco Giuliani di Unindustria e Gianluca Mei di Federlazio.

A fare gli onori di casa il sindaco Luca Giampieri, che ha definito l'incontro 'storico' per il distretto. Per la prima volta infatti, tra Civita Castellana e Bruxelles, si è creato un filo diretto di interlocuzione in vista del nuovo Clean industrial deal, il patto per l'industria pulita che nei prossimi cinque anni stabilirà la bussola per la competitività e la decarbonizzazione dell'industria europea.

Il timore che il nuovo modello economico possa stritolare le aziende  a causa di clausole troppo stringenti è un sentimento condiviso da tutti gli imprenditori, non solo del distretto di Civita, ma anche dai cugini di Sassuolo. I fari sono puntati sulla politica energetica e sul Bref ceramico, il documento che per i prossimi 15 anni stabilisce i limiti di emissioni di co2, in discussione in queste ore in commissione europea: 'La prima bozza - ha annunciato Ciarrocchi - ha previsto regole talmente stringenti che rischiamo seriamente di far chiudere le aziende. E se le aziende chiudono non avremo solo un problema di natura economica, ma anche sociale. Mancano le tecnologie adeguate per compensare i cambiamenti. Oggi eliminare il gas è impossibile perché le tecnologie non ci sono e con l'idrogeno non sarà possibile una sostituzione al 100 percento della produzione a gas. Il nostro settore - ha infine ribadito - ha una forte propensione agli investimenti e ha messo in piedi impianti all'avanguardia. Basti pensare che nel 2023 il settore ha investito 474milioni di euro, di cui 35milioni sono nel distretto civitonico'. Servono interventi strutturali e maggiore flessibilità.

'Il parlamento - ha sottolineato Giuseppe Crea - non deve essere un gigante burocratico, bisogna sostenere la manifattura, lo possiamo fare attraverso l'etichettatura e norme che fanno da scudo alla speculazione, bisogna creare una rete normativa che funge da scudo al dumping manufatturiero italiano'. Opinione condivisa dall'onorevole Rotelli: 'La sfida è ottenere un riconoscimento chiaro e adeguato per il settore. Infatti il concetto di 'distretto industriale' rappresenta un modello di economia circolare esportabile a livello internazionale'.

E' toccato infine al presidente dell'Apea di Civita Castellana Antonio Sini, trovare il giusto equilibrio tra sostenibilità e competitività: 'L'Europa deve ragionare in termini di premialità. Per essere competitivi ci sono due elementi che sono centrali. Il primo è risolvere il problema energetico. Come Apea riteniamo che una buona soluzione si possa trovare con l'idrogeno blu utilizzando CCS (carbon capture and storage) che permetterebbe di abbassare anche i costi del metano. Altro fattore importante è legato al costo del lavoro e alla formazione. Il manifatturiero va sostenuto con il cuneo fiscale, i giovani vanno messi nella condizione di portare avanti questa tradizione'. All'onorevole Sberna le conclusioni finali: 'In questi giorni, insieme a 55 componenti del Forum della ceramica, abbiamo scritto una lettera alla commissione guidata da Sejourné: 'Alla luce della perdurante crisi energetica - hanno riferito gli europarlamentari - le politiche europee devono garantire il sostegno alle piccole e medie imprese che contribuiscono in modo significativo al valore economico regionale e all'occupazione di qualità. Senza un approccio inclusivo il nuovo accordo per l'industria rischia di non mantenere la promessa di reindustrializzazione'.






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