ANNO 16 n° 214
Plastica sulle spiagge di Tarquinia dopo le mareggiate: 'Serve un cambiamento culturale per difendere il mare'
I rifiuti trasportati dalle onde tornano a invadere il litorale. L'appello di Francesca Arca (Europa Verde) č a ridurre l'uso della plastica e a migliorare la depurazione dei corsi d'acqua che sfociano nel Tirreno
02/08/2026 - 10:26

TARQUINIA – Le mareggiate che hanno interessato il litorale laziale nello scorso fine settimana hanno riportato sulle spiagge un problema che ogni estate si ripresenta con preoccupante puntualità: tonnellate di rifiuti, soprattutto plastica, trascinate dal mare e accumulate lungo la battigia.

A Riva dei Tarquini lo scenario, all'indomani del maltempo, è stato quello di una spiaggia ricoperta da bottiglie, flaconi, contenitori, imballaggi e frammenti di plastica di ogni tipo. Un'immagine che va oltre il semplice disagio per i bagnanti e richiama una riflessione più ampia sul rapporto tra l'uomo e l'ambiente.

Le mareggiate, infatti, non producono questi rifiuti: li riportano semplicemente a riva. La plastica che finisce in mare proviene nella maggior parte dei casi da comportamenti scorretti, dall'abbandono indiscriminato dei rifiuti e dai corsi d'acqua che, durante le piogge e le piene, trasportano fino alla costa tutto ciò che incontrano lungo il loro percorso.

Per questo la tutela del mare non può limitarsi alle operazioni di pulizia delle spiagge, pur fondamentali, ma deve partire da un cambiamento delle abitudini quotidiane. Ridurre il consumo della plastica monouso, differenziare correttamente i rifiuti, non abbandonare materiali nell'ambiente e promuovere una maggiore educazione ambientale rappresentano azioni indispensabili per evitare che il problema si ripeta.

Sul tema è intervenuta Francesca Arca (Europa Verde), che ha sottolineato la necessità di un'inversione di rotta.

«Serve un'inversione nei comportamenti. Dobbiamo ridurre sempre di più l'utilizzo della plastica e intervenire sul filtraggio e sulla depurazione dei corsi d'acqua che sfociano sulle coste laziali. Solo così sarà possibile limitare la quantità di rifiuti che raggiunge il mare e proteggere il nostro patrimonio ambientale.»

Il fenomeno che ha interessato Riva dei Tarquini rappresenta soltanto l'ultima dimostrazione di come il problema dell'inquinamento marino non riguardi esclusivamente il litorale, ma coinvolga l'intero territorio. Ogni rifiuto abbandonato nell'entroterra può infatti percorrere decine di chilometri attraverso fossi, torrenti e fiumi fino a raggiungere il Tirreno.

La sfida, dunque, è soprattutto culturale. Accanto agli investimenti nelle infrastrutture per la depurazione delle acque e nei sistemi di raccolta dei rifiuti, diventa fondamentale sensibilizzare cittadini, scuole e nuove generazioni al rispetto dell'ambiente. Perché il mare restituisce ciò che riceve: mantenerlo pulito dipende dalle scelte quotidiane di ciascuno.

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