

L'aggressore che ieri ha ferito don Paolo Brogi, il segretario dell'arcivesvoco di Firenze Betori, dopo aver fatto fuoco, ha puntato la pistola contro la nuca del vescovo ma per qualche motivo l'arma non ha sparato, forse si è inceppata. E' quanto emerge dalla ricostruzione della squadra mobile fatta stamani durante un vertice tra gli investigatori.
Secondo quanto raccontato da Betori all'ospedale di Santa Maria Nuova, dove Don Paolo Brogi è in prognosi riservata, il vescovo si sarebbe avvicinato all'aggressore dopo il primo sparo dicendo: 'Parliamo' ma l'uomo non avrebbe saputo rispondere. Solidarietà ricevuta anche dal Papa Benedetto XVI: 'Ringrazio il Santo Padre che mi ha fatto avere la sua vicinanza attraverso il suo segretario', ha detto Betori che ha ringraziato anche i cardinali Bagnasco e Ruini per aver manifestato la loro vicinanza.
Sarà sciolta lunedì prossimo la prognosi, ora riservata, per Don Paolo Brogi, il segretario dell'arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori. Lo ha riferito il direttore sanitario dell'ospedale di Santa Maria Nuova Marco Geddes da Filicaia. 'La situazione è stata fortunata'. Il direttore sanitario ha riferito che Don Brogi è tranquillo e che non c'è stato bisogno di trasferirlo in terapia intensiva.
'Successivamente valuteremo se estrarre il proiettile', ha detto il direttore sanitario. L'intervento per suturare la lesione all'addome è durato 90 minuti.
Don Paolo stava rientrando in auto in Curia, in piazza Duomo, ieri alle 19,30. La vettura con a bordo il vescovo Betori aveva appena superato l'androne e stava per essere parcheggiata. Un uomo con la barba incolta, il pizzetto bianco, un giubbotto scuro e probabilmente un cappellino, aspettava nell'ombra. Si è messo davanti all'auto sull'ingresso affacciato a piazza dell'Olio. Ha detto che voleva parlare con il vescovo. Gli ha sbarrato la strada don Paolo: 'Adesso no, non è possibile' ha cercato di dissuaderlo. Ma l'uomo insisteva, racconterà più tardi lo stesso segretario ai soccorritori. Ha visto che era armato. Questione di una frazione di secondi ed è partito un colpo a bruciapelo. Il sacerdote non è caduto, si è portato una mano all'addome ferito. La pistola, forse una calibro 7,65, si è forse inceppata. Lo sconosciuto si è allontanato.
(Repubblica.it)