

VITERBO - Nel mese di aprile il tribunale di Viterbo ha condannato a otto mesi di reclusione e ad una multa di 1720 euro il gestore del sito www.filmsenzalimiti.it. La Fapav, Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali, che si era costituita parte civile nel processo, l'ha definita: ''Una sentenza storica nella lotta alla pirateria''.
Le motivazioni del procedimento, pubblicate in questi giorni dal tribunale di Viterbo, hanno sancito che spostare contenuti protetti dal diritto d'autore su piattaforme estere per poi riportarle tramite collegamenti sul sito italiano non può essere considerato uno stratagemma utile per mettersi al riparo dalle conseguenze legali. L'attività del sito era infatti controllata dall'Italia a fini di lucro, con un ritorno economico generato delle entrate provenienti da libere donazioni degli utenti e spazi pubblicitari.
La tecnica usata dal gestore del sito filmsenzalimiti.it era quella del collegamento frame, anche nota come embedding, sul social russo Vk, nel quale degli uploaders scelti dal giudicato avevano il compito di caricare e rendere disponibili i nuovi contenuti. ''A differenza di quanto prospettato dalla difesa - chiosa il giudice Giacomo Autizi nella motivazioni della sentenza - il funzionamento del sito non era limitato alla mera pubblicazione di contenuti mediante linking al social network russo Vk, sul quale il contenuto era immesso, essendo invero emersa una situazione di sinergica e integrata collaborazione tra gli amministratori del sito e gli uploader, nel cui contesto i primi davano espresso mandato ai secondi di provvedere al caricamento del contenuto sul sito russo, per poi operarne la pubblicazione sul sito www.filmsenzalimiti.it''.
''Il sito infatti non si limitava alla mera pubblicazione del contenuto - spiega ancora la sentenza - ma indicizzava e catalogava il materiale, organizzandolo per rendere agevole la consultazione da parte degli utenti''. Tutto questo proseguiva nonostante le ''plurime diffide inviate dai titolari di diritti allo staff, con la quale si intimava la rimozione dei contenuti''.
Infine, dalla motivazioni emergono anche dettagli sulle attività di lucro generate da filmsenzalimiti.it. Il sito consentiva infatti agli utenti di inviare donazioni in denaro, ma la parte più consistente degli introiti era garantita dai banner pubblicitari, con incassi proporzionali al numero di visualizzazioni del singolo contenuto, secondo il sistema pay per click. ''Attraverso questo meccanismo - illustra ancora la sentenza - aveva consentito nel tempo di sviluppare un volume d’affari per il 2012 pari a circa 40mila euro''.