

di Redazione Viterbonews24
VITERBO – Ai bei tempi c’era il popolo dei fax, cittadini incacchiati sull’onda di Mani pulite, che per manifestare ai giornali tutta la loro incacchiatura utilizzavano appunto questo apparecchio ormai in via d’estinzione. Oggi c’è il popolo dei sondaggi, l’altrettanto agguerrita evoluzione della specie. Lo abbiamo scoperto anche noi – qui a Viterbonews24 – dopo aver invitato domenica i nostri lettori a votare il loro sindaco preferito tra gli undici che finora si sono candidati per Palazzo dei priori. Un sondaggio che in breve tempo è diventato “la madre di tutti i sondaggi”.
Il nostro contatore registra a ieri sera oltre settecento voti. Solo cinquecento nella prima giornata di domenica, quando in teoria la primavera avrebbe suggerito una gita fuoriporta, il più lontano possibile dal computer e dagli altri infernali aggeggi collegati ad internet. Invece gli impagabili lettori, i frequentatori di Viterbonews, i padroni ultimi del sito, si sono accalcati e accaldati per sottoscrivere la loro preferenza. E lo potranno fare ogni giorno di qui alla fine di maggio (il sistema ammette un solo voto per computer ogni 24 ore), quando si andrà a votare per davvero.
I risultati li potete controllare voi stessi, subito dopo aver votato. Noi per il momento non li commentiamo: ci sarà tempo più avanti e non è detto neanche che serva. La vox populi, in questo caso, vale più di mille chiacchiere pseudo giornalistiche, e poi non è mica detto che il web anticipi gli esiti delle urne (anzi…). Di certo, registriamo con piacere quanto la nostra iniziativa sia piaciuta ai lettori ma anche agli stessi candidati. C’è chi ha chiesto di essere votato (virtualmente) nel sondaggio con un vero e proprio appello pubblico su Facebook (Andrea Scaramuccia de La Destra: simpaticissimo) e chi ha linkato il sondaggio sulla sua pagina facebook (Viva Viterbo di Filippo Rossi: gentilissimi). Altri ancora, speriamo, si accoderanno nei prossimi giorni.
Noi siamo qui, il sondaggio è sulla home page, in basso a destra. E non resta che ripetere il mantra: votate, votate, e votate.