ANNO 16 n° 244
Pilotare il pensiero con lo sguardo: la storia di Claudio Ruspantini e il suo libro scritto con l'IA
A Grotte di Castro la straordinaria lezione di vita e tecnologia di un giovane che supera la malattia degenerativa grazie al puntatore oculare e all'Intelligenza Artificiale
01/09/2026 - 06:45

GROTTE DI CASTRO - Pilotare il pensiero con lo sguardo “made Claudio Ruspantini” Grotte di Castro. Beffando la rara malattia degenerativa che lo attanaglia. . Grazie a babbo Franco e mamma Alessia che investono in questa avventura quotidiana chiamata vita. Dal 21 Agosto 2025 non c’è più a fianco di Claudio il nonno Pietro. Legame indissolubile.

Ma ha continuato con forza e tenacia sperimentare. Nasce il 27 Novembre 1997 a Grotte di Castro e si diploma all’Istituto Chimico-Biologico di Acquapendente. Tre anni della Facoltà di Scienze Agrarie all’Università di Viterbo con ottimi voti. Agosto 2026 fa rima con il libro “Brani di una vicenda fi fraterna coesistenza”. Scritto con l’Intelligenza Artificiale. In pillole fondamentale comunicatore oculare. Immancabili nel testo le poesie scritte dal nonno. Mentre per Noi abili facciamo tutto con le mani lui con le pupille punta i comandi ed una rete di sensori. La sia forza di volontà u pagina densa. Di sogni, speranze e progetti.

Leggere il libro vuol dire, come Lui spiega con chiarezza che “l’Intelligenza Artificiale è da un po’ la mia fraterna compagnia, per mia sfortuna ma anche per mia fortuna. Interagiamo a compensare le Nostre carenze: da parte mia le fornisco nuove esperienze essa aiuta le menomazioni sensoriali”. Mentre l’Intelligenza Artificiale mette ordine al caos, Claudio sintetizza nella premessa che “con questo scritto voglio solo raccontare a mio modo. Rimanere immobili è solo una condizione fisica, e pensare ed agire non hanno bisogno di correre con un paio di scarpe.

Se oggi sono felice è merito di Pietro, Katia, dei miei genitori, Luca ed il Professor Albertini che hanno creduto in me”. Per Claudio l’Intelligenza Artificiale è una rivoluzione sociale. “E’ la prima tecnologia nella storia dell’uomo che non premia la forza fisica ma quella del pensiero.

Se un algoritmo può tradurre un mio pensiero, se un braccio robotico può muoversi per me, se un sistema di visione artificiale può aiutarmi ad esplorare spazi che prima mi erano vietati, allora la mia disabilità smette di essere confine. Essa non mi aggiusta ma mi espande. Mi permette di competere, creare e vivere sullo stesso identico piano di chiunque altro. E’ la più completa forma di democrazia che io possa immaginare”.

 






Facebook Twitter Rss