

Riceviamo e pubblichiamo:
Da imprenditrice impegnata in politica, sento il dovere di lanciare un plauso a Piero Camilli, che ha avuto il coraggio di rinunciare al suo incarico di presidente del consiglio della Provincia di Viterbo, per coerenza e fedeltà alle sue idee di cittadino in primis e di uomo rispettabile poi.
La lealtà di imprenditore, affermato e capace, Camilli ha inteso riproporla in politica, concependo la rappresentanza quale serio e responsabile impegno civico, al servizio innanzitutto di chi lo ha eletto.
Il suo programma, i suoi intenti, la sua voglia di adoprarsi per risolvere i problemi generali, come quello della precarietà, sono al centro del suo progetto e per quei valori è disposto a lasciare il suo incarico, se il sistema gli impedisce di esprimersi per il bene comune, tornando così a essere un uomo libero.
Camilli lamenta un fare amministrativo che sperpera risorse pubbliche per implementare il numero dei dirigenti, che spesso servono a fortificare questa piuttosto che quella area partitica, dimenticandosi della gente, dei problemi concreti e generali.
Ora sono tutti lì, pronti alla successione. Le caste, i vari gruppi di potere si affannano a individuare l’uomo da inserire nel tassello appena liberatosi, per avere più forza, per contare di più, per aggiungere una tessera al mosaico di pedine da muovere al momento giusto.
Certamente poco importa di chi ha lasciato quella poltrona per ragioni che meritano rispetto, condivisione e dovuta riflessione.
Ormai quel posto è libero e gli interessi famelici di pochi sono in procinto di rioccuparlo!
Allora, altro giro, altra corsa e a crescere è ancora una volta il disgusto.
Simonetta Badini