


VITERBO - Avrebbe picchiato la moglie per oltre un anno, anche mentre era in dolce attesa, senza fermarsi neppure davanti alla gravidanza. Un 34enne di nazionalità tunisina è finito alla sbarra con l’accusa di maltrattamenti aggravati in famiglia ai danni della moglie 22enne, sua connazionale.
Le violenze, secondo l’accusa, si sarebbero protratte tra settembre 2024 e settembre 2025, periodo durante il quale la coppia avrebbe vissuto tra l’estero e il territorio del Viterbese. Il copione sarebbe stato sempre lo stesso: l’uomo, spesso ubriaco, avrebbe aggredito la donna insultandola e colpendola ripetutamente.
Nel settembre 2024, quando i due vivevano in Francia, le urla della 22enne avrebbero allarmato i vicini di casa, che chiamarono le forze dell’ordine. Il 34enne venne arrestato, ma prima di essere ammanettato avrebbe colpito la moglie anche all’addome, pur sapendo che era incinta.
Secondo le contestazioni, l’uomo avrebbe inoltre segregato la donna in casa, impedendole di uscire da sola e isolandola da familiari e amici. Alla fine del 2024, mentre la coppia risiedeva in un centro di accoglienza della provincia, l’uomo sarebbe rientrato ancora una volta in stato di ebbrezza. La giovane, spaventata, si sarebbe chiusa in camera, ma il 34enne sarebbe riuscito a entrare, insultandola, minacciandola e aggredendola nuovamente. In quell’occasione avrebbe anche tentato di strangolarla, stringendole le mani al collo.
Nel giugno 2025, dopo il trasferimento in Svizzera, la donna avrebbe trovato il coraggio di denunciarlo per percosse, dopo l’ennesima aggressione avvenuta alla presenza del figlio di pochi mesi. In più occasioni, secondo quanto emerso, l’uomo l’avrebbe minacciata di portarle via il bambino se avesse denunciato le violenze.