

MONTEFIASCONE – (b.b.) Botte da orbi all’interno di un bar di Montefiascone dopo una partita di serie A trasmessa in tv. In tre contro uno. Gli stessi che ora si trovano in tribunale a dovere rispondere di lesioni aggravate per aver spedito al pronto soccorso un loro coetaneo con il naso spaccato e lividi su tutto il corpo.
I fatti risalirebbero al 9 dicembre del 2012 quando la presunta vittima del pestaggio, uscita a fumare una sigaretta con degli amici, poco prima di rientrare nel locale, sarebbe stata accerchiata e colpita ripetutamente con calci e pugni fino a finire a terra, completamente coperta di sangue.
''Non so per quale motivo mi abbiano aggredito, forse per colpa dell’alcol – aveva spiegato il ragazzo in aula nel corso di una delle passate udienze – ma ho davvero avuto paura di morire. Avrebbero potuto massacrarmi''.
In tre contro uno, secondo la sua ricostruzione. ''I miei amici mi hanno soccorso e aiutato appena si sono accorti di quello che stava accadendo. Mi hanno trascinato via e messo al sicuro su una macchina per portarmi in ospedale''.
Ma i tre aggressori, o presunti tali, non avrebbero mollato la presa. Almeno non uno di loro che, come ricostruito da due testimoni nei giorni passati di fronte al giudice Silvia Mattei lo avrebbe ''seguito e minacciato. Ora se non vai via ti meno pure io''. E si sarebbe tolto il giacchetto per colpire meglio il giovane.
Costituitosi parte civile, è rappresentato dall’avvocato Luca Paoletti.
Si tornerà in aula a luglio per ascoltare l’ultimo teste della difesa e poi per la sentenza.