ANNO 16 n° 272
Picchiata dai genitori e affidata a
14 anni ad una casa famiglia
A processo il padre e la madre, difesi dai vicini di casa: ''Era lei a trattarli male''
26/02/2019 - 07:19

VITERBO – (b.b.) Per mesi, nel corso del 2012, avrebbero picchiato, maltrattato e denigrato la figlia, allora poco più che quattordicenne, tanto da rendere necessario l’intervento dei servizi sociali e l’affidamento della ragazza ad una casa famiglia della città.

Entrambi i genitori sono ora alla sbarra e devono rispondere di maltrattamenti: secondo quanto raccontata dalla figlia, all’epoca minorenne, il padre e la madre la avrebbero più e più volte picchiata e malmenata all’interno della loro abitazione al quartiere Pilastro. Episodi che si sarebbero ripetuti nel tempo e che avrebbero portato la ragazza a confidarsi con i suoi amici e conoscenti. Fino a far arrivare il suo caso sulle scrivanie dei servizi sociali del Comune, che avrebbero immediatamente disposto l’allontanamento della 14enne da casa. Ma non solo, ad occuparsi di lei anche il tribunale dei minori romano, che all’indomani del suo affidamento alla casa famiglia, avrebbe sospeso la potestà genitoriale al padre e alla madre della 14enne.

E mentre entrambi sono in attesa di sapere se i giudici capitolini confermeranno o revocheranno la sospensione, il processo penale per maltrattamenti a loro carico, di fronte al giudice Elisabetta Massini, è quasi giunto alle battute finali.

ieri mattina gli ultimi testimoni della difesa, pronti a giurare di non aver mai dubitato del comportamento dei due imputati: ''Sono genitori esemplari. Nonostante la loro semplicità, non hanno mai fatto mancare nulla alle loro figlie. Sempre ben vestite, pulite e curate – hanno spiegato i vicini di casa e gli amici della coppia – non gli abbiamo mai visto alzare le mani contro le piccole. Anzi, erano loro, specialmente una, a trattarli male. Non sopportava che le venissero imposti divieti o che le venisse detto qualche no. Ed è per questo che li insultava ogni volta che ne capitava l’occasione. Non crediamo in alcun modo alle accuse lanciate dalla ragazza: si è trattato solo di una ribellione adolescenziale''.

''Neanche sua sorella le ha mai creduto – conclude una coetanea della 14enne – si è inventata tutto''.






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